Il Papa: non mancano giovani che, anche ai nostri giorni raccolgono, si affidano a Cristo e affrontano con coraggio e speranza il cammino della vita

Lettera del Santo Padre Benedetto XVI a mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, per l"Anno Clariano" indetto in tutta la diocesi in ricordo di Santa Chiara, in occasione dell’VIII centenario della sua conversione e consacrazione. Il Papa ripercorre la vicenda di Chiara d'Assisi, sottolineando come nella decisione della consacrazione, così "come era avvenuto per Francesco", "si nascondeva il germoglio di una nuova fraternità, l’Ordine clariano che, divenuto albero robusto, nel silenzio fecondo dei chiostri continua a spargere il buon seme del Vangelo e a servire la causa del Regno di Dio". La notte della Domenica delle Palme del 1211, Chiara fuggì dalla casa paterna per raggiungere di nascosto la piccola chiesa della Porziuncola, dove dimorava Francesco con i suoi frati, con il desiderio di seguire il suo ideale evangelico. "Nel suo significato profondo - scrive Benedetto XVI -, la 'conversione' di Chiara è una conversione all’amore. Ella non avrà più gli abiti raffinati della nobiltà di Assisi, ma l’eleganza di un’anima che si spende nella lode di Dio e nel dono di sé": "è in questo contesto di fede profonda e di grande umanità - afferma il Papa - che Chiara si fa sicura interprete dell’ideale francescano, implorando quel 'privilegio' della povertà,ossia la rinuncia a possedere anche solo comunitariamente dei beni, che lasciò a lungo perplesso lo stesso Sommo Pontefice, il quale alla fine si arrese all’eroismo della sua santità". "Come non proporre Chiara, al pari di Francesco, all’attenzione dei giovani d’oggi?". La storia di Santa Chiara e San Francesco d'Assisi manifesta la sua attualità "al confronto con le illusioni e le delusioni che spesso segnano l'odierna condizione giovanile. Mai un tempo ha fatto sognare tanto i giovani, con le mille attrattive di una vita in cui tutto sembra possibile e lecito. Eppure, quanta insoddisfazione è presente, quante volte la ricerca di felicità, di realizzazione finisce per imboccare strade che portano a paradisi artificiali, come quelli della droga e della sensualità sfrenata". "Anche la situazione attuale - scrive il Santo Padre - con la difficoltà di trovare un lavoro dignitoso e di formare una famiglia unita e felice, aggiunge nubi all'orizzonte. Non mancano però giovani che, anche ai nostri giorni, raccolgono l'invito ad affidarsi a Cristo e ad affrontare con coraggio, responsabilità e speranza il cammino della vita, anche operando la scelta di lasciare tutto per seguirlo nel totale servizio a Lui e ai fratelli. La storia di Chiara, insieme a quella di Francesco, è un invito a riflettere sul senso dell'esistenza e a cercare in Dio il segreto della vera gioia. E' una prova concreta che chi compie la volontà del Signore e confida in Lui non solo non perde nulla, ma trova il vero tesoro capace di dare senso a tutto".

SIR, LaPresse

LETTERA DEL SANTO PADRE AL VESCOVO DI ASSISI-NOCERA UMBRA-GUALDO TADINO IN OCCASIONE DELL’ "ANNO CLARIANO"

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