Nuovo documento della Commissione Teologica Internazionale: riconoscere la competenza dottrinale del Papa e del Collegio dei vescovi

La Commissione Teologica Internazionale ha pubblicato oggi sul suo sito internet vaticano un nuovo documento nel quale denuncia "una certa frammentazione della teologia" dopo il Concilio Vaticano II. Nei decenni successivi all'assemblea del 1962-1965, di cui quest'anno ricorre il cinquantenario, "ci sono state nuove voci teologiche, soprattutto quelle di laici e donne; teologie da nuovi contesti culturali, e in particolare America Latina, Africa e Asia; nuovi temi di riflessione, come la pace, la giustizia, la liberazione, l'ecologia e la bioetica; un più profondo trattamento di temi precedenti, grazie ad un rinnovamento negli studi biblici, liturgici, patristici e medievali; e nuove vie di riflessione, come il dialogo ecumenico, interreligioso e interculturale. Si tratta di sviluppi fondamentalmente positivi", e, sulla scia del Concilio, la teologia cattolica "è entrata in dialogo" con "l'intera famiglia umana". Il documento della Commissione Teologica Internazionale, redatto in inglese, intitolato "Teologia oggi: Prospettive, Principi e Criteri", sottolinea che "tuttavia, questo periodo ha anche visto una certa frammentazione della teologia, e nel dialogo appena menzionato la teologia affronta sempre la sfida di mantenere la propria vera identità". La teologia cattolica, ha spiegato ai microfoni di Radio Vaticana mons. Krzysztof Charamsa, segretario aggiunto della Commissione teologica internazionale, "dovrebbe sempre, e in particolare oggi, ritrovarsi davanti alla sfida di mantenere la propria identità cattolica, di mantenere ciò che è essenziale nella propria missione". In questo senso, "i teologi cattolici, per essere fedeli alla natura della loro vocazione, devono riconoscere la competenza dottrinale dei vescovi, in particolare nel collegio dei vescovi con il Papa a capo". "La Commissione teologica internazionale, formata di per sé da 30 teologi che provengono da diverse nazioni, che sono di diverse lingue e di diversa formazione teologica, ma distinti comunque per la scienza teologica, per la loro fedeltà al Magistero della Chiesa, in realtà proponendo i documenti, che oggi sono già 25 nella Storia quarantennale della Commissione, ha lo scopo di offrire un aiuto alla Santa Sede, in particolare alla Congregazione per la Dottrina della Fede, esaminando le questioni teologiche di particolare importanza e di particolare attualità", ha spiegato il prelato. Nel documento si ricorda, tra l'altro, che "confrontati con eresie cristologiche e trinitarie che minacciavano la fede e l'unità della Chiesa nel periodo patristico, i vescovi si incontrarono nei grandi Concili ecumenici - Nicea I, Costantinopoli I, Efeo, Calcedonia, Costantinopoli II, Costantinopoli III e Nicea II - per condannare gli errori e proclamare la fede ortodossa nei credo e nelle definizioni della fede. Questi concili fissarono i loro insegnamenti, in particolare le loro definizioni solenni, come normative e universalmente vincolanti. E queste definizioni esprimono e appartengono alla Tradizione apostolica e continuano a servire la fede e l'unità della Chiesa. I Concili seguenti che sono stati riconosciuti come ecumenici in Occidente hanno continuato questa pratica. Il Concilio Vaticano II fa riferimento all'insegnamento o magistero del Papa e dei vescovi della Chiesa, e stabilisce che i vescovi insegnano infallibilmente quando, riuniti con il vescovo di Roma in un Concilio ecumenico o in comunione con lui sebbene dislocati in giro per il mondo, concordano che un determinato insegnamento che riguarda la fede o la morale 'va considerato definitivo e assoluto'. Il Papa stesso, capo del collegio dei vescovi, insegna infallibilmente quanto 'in qualità di supremo pastore e maestro di tutti i fedeli proclama con una decisione assoluta una dottrina relativa alla fede o alla morale'".

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COMUNICATO: PUBBLICAZIONE DEL DOCUMENTO THEOLOGY TODAY: PERSPECTIVES, PRINCIPLES AND CRITERIA DELLA COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE

Pubblicato un nuovo documento della Commissione Teologica Internazionale

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