giovedì 26 aprile 2012

In Vaticano non sembra più essere l’ora dei ciellini. Nel cuore di Bertone, e nei posti chiave della Santa Sede, si fanno largo i focolarini

Alcuni lo chiamano “effetto Formigoni”. Mentre per altri i problemi del presidente lombardo “sono solo una coincidenza”. Sta di fatto che in Vaticano non sembra più essere l’ora dei ciellini. Amati e protetti da Giovanni Paolo II che arrivò a dire: “Il mio modo di vedere le cose è simile al vostro, anzi è lo stesso”, stimati dal card. Joseph Ratzinger che a Roma amava conversare con Angelo Scola e Hans Urs von Balthasar di teologia e che appena eletto al soglio di Pietro volle accanto a sé quattro laiche consacrate appartenenti a CL per prestare i servizi nel proprio appartamento, oggi non sono più così centrali nello scacchiere ecclesiale. Tanto che più di loro avanza un movimento che non soltanto gode della stima del Segretario di Stato Tarcisio Bertone (nella foto con Benedetto XVI) ma che, anche grazie a un’immagine di sé da sempre immacolata e radiosa, offre ai porporati maggiori garanzie soprattutto in un momento in cui al card. Julián Herranz viene affidata la commissione d’inchiesta incaricata d’indagare sui “corvi” che diramano documenti riservati dagli uffici vaticani verso l’esterno: si tratta del movimento dei focolarini, la cui “economia di comunione” ,l’idea di contribuire al benessere mettendo in comunione i profitti, piace oltre il Tevere di più di altre visioni dove la commistione tra fede e denaro comporta dei rischi. Fu quando lo scorso febbraio il card. Angelo Scola,che oggi parlando a Milano insisterà non a caso sul “bene comune” e su una visione “più sociale” dell’economia, dichiarò di “non entrare per nulla con quello che fa Formigoni”, specificando che da “vent’anni non partecipo più alle riunioni di CL, e in CL non conosco nessuno che abbia meno di sessant’anni”, che molti intuirono l’esistenza della volontà di un certo smarcamento delle gerarchie dal mondo ciellino. Proprio in quei giorni usciva la notizia che il Papa aveva deciso di affidare la scrittura delle meditazioni della Via Crucis del Venerdì Santo al Colosseo a una coppia di focolarini, Anna Maria e Danilo Zanzucchi. Una decisione arrivata dopo altre, ben più significative. Su tutte quella di portare il Sostituto della Segreteria di stato Fernando Filoni alla prefettura di Propaganda Fide per fare posto al focolarino, ex nunzio a Cuba, Giovanni Angelo Becciu. “E’ molto vicino ai focolarini” scriverà di lui il quotidiano Avvenire. Una nomina arrivata dopo quella di diversi nunzi focolarini in paesi per il Vaticano strategici. Oltre a Becciu e al capo del personale della Segreteria di Stato Luciano Suriani, sono due i capi dicastero focolarini di peso: il cardinale brasiliano João Braz de Aviz, dal 2011 prefetto dei religiosi. E il card. Ennio Antonelli, dal 2008 a capo della Famiglia. Entrambi hanno imposto una linea soft ai propri ministeri. Braz de Aviz ha calmierato la foga contro gli istituti religiosi femminili statunitensi nei confronti dei quali pendeva una visita apostolica promossa dal suo predecessore, lo sloveno Franc Rodé. Antonelli ha dato un’impronta meno invasiva al suo ministero dopo gli anni delle intemerate su coppie di fatto, aborto e morale sessuale del cardinale colombiano Alfonso López Trujillo. Ad assicurare un legame saldo tra i focolarini e Bertone è una presenza tanto operosa quanto discreta: la sua segretaria personale, la focolarina Eurosia Bertolassi, al suo fianco fin dai tempi in cui egli era segretario dell’ex Sant’Uffizio. Ma presto un’altra donna importante all’interno dei focolari farà la sua apparizione oltre il Tevere, non con un incarico però. Nel nuovo inserto de L’Osservatore Romano intitolato “Donne, Chiesa, mondo” e dedicato interamente alle donne (il primo numero esce il 31 maggio, festa della Visitazione) si darà ampio spazio alle donne che rendono oggi un servizio stimato alla chiesa. Tra queste l’avvocato Maria Voce, la donna che è succeduta alla guida dei focolari dopo la scomparsa di Chiara Lubich.

Paolo Rodari, Il Foglio
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