Il Papa ad Arezzo, La Verna e Sansepolcro. Fanfani: chi si occupa di come vengono spesi i soldi pubblici farebbe meglio a cominciare da quelli di Roma

Dopo l'interrogazione della senatrice Poretti al ministro dell'Economia sulle spese per accogliere il Papa in visita ad Arezzo, il sindaco Giuseppe Fanfani replica con una lunga nota. "Quanto dichiarato dalla senatrice Poretti - si legge - non può essere passato sotto silenzio. Vorrei evidenziare tre elementi. Il primo. La visita di un Papa è un evento eccezionale per la città di Arezzo: non accadeva dal 1993 e cioè dall'arrivo di Giovanni XXIII; è la prima volta che Benedetto XVI viene in Toscana e ha scelto Arezzo; l'evento andrà in mondovisione; in città giungeranno almeno 30mila pellegrini, molti dei quali per la prima volta. Arezzo è onorata di essere stata scelta dal Pontefice. Questa visita ha un fondamentale valore spirituale che è stato ampiamente sottolineato dalla Chiesa aretina e dal suo arcivescovo, mons. Fontana. E lo è non solo per Arezzo ma per la cristianità nel mondo. Considerando anche gli effetti collaterali di questo grande evento spirituale, ritengo che nessuno possa sottovalutare la positività di far conoscere la nostra città al mondo attraverso la diretta televisiva. Lo sforzo che stiamo facendo è di rispondere non solo alle necessità organizzative della visita ma anche di garantire la migliore accoglienza alle 30mila persone che sono attese ad Arezzo. Il nostro Comune ha quindi deliberato 90mila euro per le necessità logistiche di competenza dell'Ente. Ha seguito due criteri: rispondere alle ineludibili domande di sicurezza poste sia dalla Stato Pontificio che dal Ministero dell'Interno; realizzare opere di manutenzione che fossero organiche ai piani dell'Ente. Sulla base delle esigenze organizzative e di sicurezza (non dimentichiamo che ci sarà il presidente del Consiglio Mario Monti a ricevere il Papa), il Comune di Arezzo ha fatto quanto necessario e quanto possibile. Alla polemica strumentale sui costi vorrei rispondere che osservare con insistenza un solo albero non consente di ammirare la foresta". "Il secondo elemento - prosegue la nota -. Le domande della senatrice Porretti provengono da un'eletta in un'Assemblea il cui costo medio per ciascun senatore (indennità, rimborsi, vitalizi, ... ) è di 209.968,84 euro all'anno. Il che vuol dire circa 17.500 euro al mese. Se poi prendiamo il Senato nel complesso della sua struttura, il costo medio di un senatore per la collettività è di 1.608.72,74 euro. Quindi la senatrice Porretti ha perfettamente ragione ad occuparsi di come vengono spesi i soldi pubblici. Certamente farebbe meglio a cominciare da Roma invece che da Arezzo. Il terzo elemento. Dato che sembra occuparsi di Arezzo, le chiederei cosa ha fatto finora per la nostra città. Sarebbe sufficiente citare una sola azione e un solo risultato conseguito. Se non ha fatto nulla, allora sarebbe opportuno, da parte sua, scegliere in silenzio".

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