giovedì 17 maggio 2012

A tre anni dall'inchiesta che ha portato a dimissioni premature di due vescovi della Repubblica Centroafricana, il Papa ha nominato i loro successori

E’ un lavoro metodico e ostinato, quello a cui si dedica Papa Benedetto, per rimettere a posto la Chiesa nei ruoli che considera vitali: e in particolare in quello del vescovo diocesano. Ogni tanto questo lavoro, poco mediatico, soprattutto perché svolto con discrezione, emerge con particolare evidenza. E’ il caso in queste ore della Repubblica Centroafricana, a tre anni di distanza dall’inchiesta che ha portato alle dimissioni premature nel maggio 2009 dell’arcivescovo Paulin Pomodino di Bangui, 54 anni, e del vescovo François-Xavier Yombandje, che si è ritirato all’età di 52 anni. L’inchiesta è stata condotta dall’allora arcivescovo Robert Sarah, e ha trovato che Pomodino adottava “un’attitudine morale che non è sempre in conformità con il suo impegno a seguire Cristo in castità, povertà e obbedienza”. L’inchiesta ha anche scoperto che molti del clero locale avevano figli. Il 14 maggio Benedetto XVI ha nominato padre Dieudonné Nzapalainga, 45 anni, come arcivescovo di Bangui. Il sacerdote aveva lavorato fino ad ora come amministratore apostolico, e padre Nestor-Désiré Nongo-Aziagbia, 42 anni, superiore della Society of African Missions a Strasbourg, Francia, come vescovo di Bossangoa.

Marco Tosatti, San Pietro e dintorni
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