Due tradizioni in una sola voce: il coro di Westminster Abbey e la Cappella Musicale Pontificia insieme per la Messa dei Santi Pietro e Paolo

di John Hall
Decano di Westminster

Su invito di Benedetto XVI, una delegazione anglicana parteciperà alla Messa papale che si terrà nella Basilica di San Pietro nella Solennità dei Santi Pietro e Paolo. La delegazione della Westminster Abbey di Londra sarà costituita da diversi membri del clero, assieme al coro e all’organista e maestro dei coristi. Su espresso desiderio del Papa, per questa messa il coro della Westminster Abbey formerà un solo coro con quello pontificio, la Cappella Musicale Sistina, diretto da Massimo Palombella. In aggiunta, diretto dall’organista dell’abbazia e maestro dei coristi, James O’Donnell, il coro di Westminster Abbey eseguirà canti della tradizione della Chiesa d’Inghilterra. Parte di questi canti saranno accompagnati dal sostituto organista dell’abbazia, Robert Quinney. L’invito, senza precedenti, che il Papa ha rivolto al coro, di cantare con la Cappella Sistina durante la liturgia da lui presieduta, è uno dei frutti del viaggio di Benedetto XVI nel Regno Unito nel settembre 2010, e in particolare della sua visita alla Westminster Abbey per la funzione ecumenica della preghiera serale. Durante la funzione, il Papa ha avuto un saggio della ricca tradizione di musica liturgica, che costituisce una parte importante della vita cultuale dell’Abbazia. Ha ascoltato il coro, e in seguito siamo stati lieti di inviargli, su sua richiesta, una selezione di cd incisi dagli organisti e dal coro dell’Abbazia. Nei cinque giorni in cui soggiornerà in Italia, il coro ha tenuto un concerto pubblico nella serata di ieri, nella Basilica di Santa Maria Maggiore e poi, questa sera, nella Cappella Sistina, un recital privato in Vaticano, al quale prenderà parte anche il segretario di Stato, card. Tarcisio Bertone. Nella serata della Solennità del 29 giugno, il clero e il coro di Westminster Abbey animeranno la preghiera serale a Santa Maria sopra Minerva, chiesa titolare del card. Cormac Murphy-O’Connor, arcivescovo emerito di Westminster. La funzione si svolgerà in associazione con la chiesa di All Saints e con il centro anglicano di Roma, a Palazzo Doria Pamphili. Sabato 30 giugno la delegazione di Westminster Abbey si recherà all’abbazia di Montecassino, su invito dell’arciabate dom Pietro Vittorelli, per cantare i Primi Vespri e la Messa domenicale assieme ai monaci. Come decano, sono lieto di essere stato invitato a celebrare un’Eucaristia secondo l’ordine della Chiesa d’Inghilterra nel Santuario di San Benedetto. Questo felice scambio ecumenico riflette l’evento dello scorso ottobre, quando l’arciabate ha celebrato la Messa nel santuario di Sant’Eduardo, re e confessore, nell’Abbazia di Westminster. La visita della Westminster Abbey a Roma è densa di significati. L’abbazia non solo è nota in tutto il mondo, ma è anche un luogo particolarmente importante al centro della vita del Regno Unito e del Commonwealth. Per tutta la sua storia, a partire dal 1066, è stato il luogo in cui sono stati incoronati i re e le regine d’Inghilterra e del Regno Unito. La regina Elisabetta ii è stata unta e incoronata il 2 giugno 1953, quasi nella stessa identica maniera dei suoi predecessori prima e dopo lo scisma da Roma. Qui sono stati celebrati i matrimoni reali nel medioevo, e poi di nuovo nel XX e nel XXI secolo. Il matrimonio della regina Elisabetta, all’epoca ancora principessa, con il duca di Edimburgo è stato celebrato qui nel 1947. E qui, il 29 aprile 2011, la regina Elisabetta ha partecipato al matrimonio del nipote, il principe William di Galles, figlio del principe di Galles, con Catherine Middleton. I coniugi sono ora duca e duchessa di Cambridge. Si ritiene che la funzione sia stata vista da quasi tre miliardi di persone, l’audience televisiva più grande di sempre. Il decano e il capitolo di Westminster hanno un particolare rapporto con la monarchia e con le istituzioni in Inghilterra, essendo direttamente responsabili verso la regina, governatore supremo della Chiesa d’Inghilterra. Durante il regno di Enrico VIII nel XVI secolo, Westminster Abbey, che per almeno seicento anni era stata una comunità benedettina, partecipò al movimento per distaccare la Chiesa d’Inghilterra dalla giurisdizione del Papa e dalla Chiesa cattolica romana. Nel 1540 l’Abbazia venne sciolta dal re, i monaci furono dispersi o servirono nel nuovo ordinamento, e la chiesa divenne cattedrale. Quando la regina Maria ripristinò il cattolicesimo in Inghilterra durante il suo breve regno, fu restaurata anche l’Abbazia benedettina. Infine, nel 1560, dopo che Elisabetta i reintrodusse l’anglicanesimo, l’Abbazia, ancora una volta sciolta, fu di nuovo eretta come chiesa collegiale di St. Peter Westminster.Negli ultimi 450 anni, la Chiesa collegiale di St. Peter Westminster, ancora universalmente nota come Westminster Abbey, ha mantenuto la tradizione della musica corale come parte della sua proposta liturgica quotidiana. A Westminster Abbey il coro canta otto funzioni a settimana: il mattutino, l’Eucaristia e la preghiera serale la domenica, e la preghiera serale quotidiana (fatta eccezione per un giorno, nel quale viene recitata in pubblico). Quando il coro è in vacanza, questo schema viene mantenuto o dai Lay Vicars (i cantori adulti) del coro dell’Abbazia o da cori in visita. La musica liturgica che viene eseguita a Westminster Abbey attinge a tutta la tradizione europea di musica sacra e comprende canto fermo e musica delle tradizioni latina e inglese dal XVI secolo.È mio auspicio che questa visita di Westminster Abbey a Roma sia benedetta dalla grazia di Dio e ci faccia progredire nel lungo e tortuoso cammino verso la piena e visibile unità, obiettivo che sia il Papa sia l’arcivescovo di Canterbury continuano a perseguire.

L'Osservatore Romano

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