giovedì 28 giugno 2012

Il Papa autorizza la promulgazione del decreto sul martirio di don Pino Puglisi, ucciso dalla mafia 'in odio alla fede': sarà proclamato Beato

Sarà Beato don Pino Puglisi (foto), il sacerdote palermitano ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993. Benedetto XVI ha infatti autorizzato la Congregazione per le Cause dei Santi a promulgare il decreto relativo al martirio di Puglisi perché ucciso "in odio alla fede". Questo esonera ora dalla necessita' di provare un miracolo compiuto con l'intercessione del Servo di Dio. Il riconoscimento del martirio decretato oggi dal Papa, indica che la causa di Beatificazione, aperta il 15 settembre 1999 dal cardinale emerito di Palermo Salvatore De Giorgi, si è conclusa positivamente e che presto don Puglisi sarà elevato all'onore degli altari. Padre Giuseppe Puglisi meglio conosciuto come Pino, nacque a Palermo, nel quartiere di Brancaccio, fortemente controllato dalla criminalità organizzata, il 15 settembre 1937. Negli stessi luoghi, nei quali prestò il suo infaticabile impegno evangelico e sociale, venne assassinato dalla mafia esattamente 56 anni dopo, davanti al portone di casa, in piazza Anita Garibaldi. Dopo le indagini, mandanti dell'omicidio furono riconosciuti i capimafia Filippo e Giuseppe Graviano. Quest'ultimo fu condannato all'ergastolo per l'uccisione di don Puglisi il 5 ottobre 1999, mentre il fratello Filippo, dopo l'assoluzione in primo grado, fu condannato in appello all'ergastolo il 19 febbraio 2001. Condannati all'ergastolo dalla Corte d'assise di Palermo anche Gaspare Spatuzza, Nino Mangano, Cosimo Lo Nigro e Luigi Giacalone, gli altri componenti del commando che aspettò sotto casa il prete. La storia di don Puglisi è stata portata sul grande schermo da Luca Zingaretti in un commovente film di Roberto Faenza, "Alla luce del Sole", nel 2005. "Quel modello di prete che la mafia voleva cacciare in Sagrestia, oggi viene riconosciuto dalla Chiesa come massima fedeltà al Vangelo", ha commentato don Luigi Ciotti. "Morì per strada, dove viveva, dove incontrava i 'piccoli', gli adulti, gli anziani, quanti avevano bisogno di aiuto e quanti, con la propria condotta, si rendevano responsabili di illegalità, soprusi e violenze. Probabilmente per questo lo hanno ucciso: perchè un modo così radicale di abitare la strada e di esercitare il ministero del parroco è scomodo. Lo hanno ucciso nell'illusione di spegnere una presenza fatta di ascolto, di denuncia, di condivisione. Quel modello di prete, che la mafia voleva cacciare in sagrestia, viene oggi ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa come massima fedeltà al Vangelo". "Il prete palermitano - ha proseguito don Ciotti - ha incarnato pienamente la povertà, la fatica, la libertà e la gioia del vivere, come preti, in parrocchia. Con la sua testimonianza don Pino ci sprona a sostenere quanti vivono questa stessa realtà con impegno e silenzio". L'arcivescovo di Palermo, il card. Paolo Romeo, "con cuore ricolmo di commozione" ha espresso gratitudine per "poter contemplare un suo figlio, che con il suo sangue ha dato testimonianza della fede, tra le schiere dei Beati e dei Santi". Per il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, la Beatificazione di don Puglisi è "una bellissima notizia che rende felice tutta la città e tutta l'Italia. Don Pino Puglisi è un martire che ha dato la sua vita in difesa degli ultimi e della legalità e che ha testimoniato con la sua intera esistenza il valore della solidarietà e dell'accoglienza. Le nuove generazioni dovrebbero prenderlo ad esempio perché è un faro nella lotta alla mafia", ha concluso.

Corriere del Mezzogiorno.it, TMNews