giovedì 28 giugno 2012

Presentazione dell'attività dello Ior ai media: né conti cifrati né operazioni off-shore, solo voglia di trasparenza per togliere velo di mistero

Dare un’informazione adeguata sulla natura, le finalità, l’organizzazione, i servizi, la situazione attuale, le nuove procedure di controllo per una gestione corretta: questo lo scopo dell’incontro organizzato stamani nella Sala delle Conferenze dello Ior, Istituto per le Opere di Religione, a cui sono stati invitati una cinquantina di giornalisti. A tenere la relazione principale il direttore generale dell’Istituto, commendatore Paolo Cipriani. All’incontro è seguita la visita ai locali dove si svolge l’attività dell’Istituto. Maggiore trasparenza non solo nella gestione, ma anche nel modo di fare comunicazione: questo il senso dell’invito, il primo in assoluto, rivolto a un folto gruppo di giornalisti a conoscere più da vicino e nei dettagli come funziona lo Ior, tra gli argomenti legati al Vaticano che più spesso attirano l’attenzione degli organi di informazione e suscettibile spesso di notizie inesatte. Lo spiega bene il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, che precisa come questo vuol essere più un punto di partenza che d’arrivo per fornire una conoscenza di base comune agli operatori di mass-media. Nella Sala delle Conferenze è poi il direttore generale Cipriani a prendere la parola presentando un’ampia relazione sulla vita dell’Istituto e rispondendo successivamente alle domande. Cipriani illustra prima di tutto la missione dello Ior, quella di custodire e amministrare i beni mobili e immobili affidati dagli utenti, beni destinati alle opere di religione e di carità, e curare gli interessi della Chiesa Cattolica e principalmente del Papa. E precisa: non è esatto parlare dello Ior come di una banca, si tratta invece di un Istituto finanziario. Non ha infatti fini di lucro, gli investimenti non sono a carattere speculativo, ma di mantenimento, i rapporti con le controparti non sono conti di corrispondenza cioè le altre banche non possono aprire conti nell’Istituto.Qualche cifra: 112 sono i dipendenti, di cui 6 i dirigenti. Ci si avvale anche di alcuni consulenti legali esterni. 33 mila i conti aperti, 6 miliardi di Euro l’asset generale, cioè il patrimonio. Lo Ior fornisce servizi di supporto a enti di oltre 150 Paesi e non ha filiali all’estero. Per il 77% l’utenza ha un riferimento geografico europeo e il 60% del denaro gestito è in Euro. Gli utenti sono ammessi in base a criteri rigorosi: sono ad esempio i dicasteri vaticani, le nunziature, le congregazioni religiose, le parrocchie e le diocesi, le ambasciate presso la Santa Sede, ma anche sacerdoti e dipendenti laici vaticani. Altro elemento di chiarificazione: nello Ior non esistono conti cifrati, né anonimi e recentemente non ci sono state uscite di capitali. L’Istituto non ha rapporti con banche o Paesi off Shore. Esiste una piccola riserva aurea alla Federal Reserve di New Jork, dice Cipriani, rispondendo ad una domanda, mentre gli investimenti non superano il 5% dell'asset e sono di basso rendimento in quanto hanno lo scopo di proteggere il capitale e non di creare utili. Gran parte della relazione di Cipriani riguarda l’adeguamento dello Ior alle nuove regole internazionali di controllo anti riciclaggio. Per questo sono state predisposte nuove normative che impongono precise attività di controllo come la legge 127 del dicembre 2010 e la legge 166 dell’aprile 2012. Dal 2009 la Santa Sede ha aderito alla normativa europea in materia di AML/CFT cioè di antiriciclaggio. Lo Ior è stato visitato due volte da valutatori del gruppo regionale di controllo antiriciclaggio "Moneyvall", nel novembre 2011 e nel marzo 2012. Tutti i trasferimenti di capitale in entrata e uscita, dice Cipriani, vengono sottoposti alle procedure standard di adeguata verifica comunemente applicate dagli altri enti finanziari internazionali utilizzando il sistema SWIFT che impone regole precise per ogni singola transazione. I bonifici devono indicare i dati completi dell’ordinante e del beneficiario e la causale permettendone così la tracciabilità. Controlli interni ed esterni verificano tutte le operazioni. La Governance interna prevede la Commissione cardinalizia, il Consiglio di Sovrintendenza che elabora le strategie a lungo e medio termine, un prelato, in questo momento vacante, anello di congiunzione tra Commissione e Consiglio, la direzione generale responsabile dell’attività operativa. Tra i controlli interni, il collegio dei Revisori. E all’esterno dal primo aprile 2011 è operativa l’AIF, l’Autorità di informazione finanziaria della Santa Sede. E a questo proposito Cipriani spiega: all’AIF possono fare riferimento soggetti esterni per avere chiarimenti su operazioni anche precedenti all'aprile 2011, e quindi anche a prima che entrasse in vigore la normativa antiriciclaggio della Santa Sede, smentendo voci che sostengono il contrario. Il direttore generale dello Ior conclude ribadendo come l’Istituto sia tenuto più di qualsiasi banca commerciale ad obblighi etici per la sua missione e anche per la necessità di custodire l’immagine stessa della Chiesa Cattolica.

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