mercoledì 13 giugno 2012

Il memoriale di Ettore Gotti Tedeschi indirizzato al Papa: si ricostruiscono anche gli scontri sulla retroattività della legge antiriciclaggio

Ad aprire il memoriale di Ettore Gotti Tedeschi (nella foto con Benedetto XVI) sono solo due parole: "caro monsignore". L'ex presidente dello Ior, accusato di ipotesi di riciclaggio, lo avrebbe scritto a partire dal 2009, anno in cui ha assunto la più alta carica nella banca del Vaticano. Dopo che ieri Gotti Tedeschi è stato sentito quattro ore dai pubblici ministeri di Roma, si è appreso che le 10 pagine, scritte al computer, sarebbero state indirizzate al segretario particolare del Papa, mons. Georg Gänswein, perché lo facesse avere al Papa. Gli allegati al memoriale sarebbero circa 50, tra mail e appunti vari. Tra di essi anche documenti diretti al Segretario di Stato vaticano card. Tarcisio Bertone, al card. Attilio Nicora, presidente dell'Aif, autorità di vigilanza finanziaria vaticana, al direttore generale dello Ior Paolo Cipriani. In un foglio inviato a Bertone, Gotti Tedeschi avrebbe anche parlato anche dei contrasti avuti con Cipriani. Nell'interrogatorio l'ex presidente dello Ior avrebbe anche toccato il nodo relativo a un conto Ior presso JP Morgan che la banca americana decise di chiudere a fine marzo 2012. Al Segretario di Stato Bertone, che chiedeva spiegazioni, Gotti spiegò che, a suo avviso, la banca americana aveva giustificati motivi per chiudere i rapporti con lo Ior in quella fase, non avendo ricevuto dall'Istituto le informazioni richieste. Oltre al memoriale ci sarebbe un appunto di un paio di pagine che Gotti Tedeschi aveva preparato temendo per la propria incolumità. L'ex presidente dello Ior lo avrebbe fatto arrivare a persone di sua fiducia, tra cui un avvocato e un giornalista. Da quanto si è appreso, nel memoriale non si parla di specifici conti, ma si fa un discorso più generale legato al mandato con cui Gotti Tedeschi era stato chiamato allo Ior e che egli vedeva, a suo giudizio, disatteso. Il documento è una relazione che fotografa la situazione, con l'intenzione di mettere padre Georg al corrente. In particolare Gotti avrebbe ripercorso l'iter della legge antiriciclaggio vaticana, una norma voluta da Benedetto XVI per adeguare la Santa Sede e lo stesso Ior agli standard europei di trasparenza. Sotto accusa sarebbero i freni che Gotti Tedeschi avrebbe incontrato all'interno dell'ambiente vaticano, specialmente quando si è trattato di passare agli aspetti interpretativi della normativa. Uno dei passaggi più dibattuti è stato infatti quello della retroattività della legge e della possibilità quindi di applicarla ai casi precedenti al primo aprile 2011, data di entrata in vigore. Quanto ai conti, c'è una disamina generale sulle procedure che si sarebbero dovute seguire. Procedure che Gotti Tedeschi individua nelle indicazioni fornite dalla società finanziaria Deloitte, con cui lo Ior avrebbe avuto un rapporto di consulenza. Ma la collaborazione con l'advisor si sarebbe interrotta a luglio perché all'interno del board dello Ior, riporterebbe il documento, furono avanzate critiche sui costi richiesti dalla società

Lettera43
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