Daniel Barenboim: sinfonia di Beethoven è il sentimento dell'uomo davanti a questo fenomeno inesplicabile che è la natura, espressione quasi religiosa

La sesta sinfonia di Beethoven, che il maestro Daniel Barenboim (nella foto con Benedetto XVI) oggi dirige in un concerto in onore del a Castel Gandolfo "non è una sinfonia descrittiva, anzi si sa che mentre scriveva la sinfonia pastorale Beethoven leggeva Kant e la sua filosofia sulla natura. E' questo che ha ispirato Beethoven, più che la natura come qualcosa di descrittivo. Non è una visualizzazione della natura - ha spiegato lo stesso maestro israelo-argentino ai microfoni di Radio Vaticana - ma è il sentimento della natura, è il sentimento dell'essere umano davanti a questo fenomeno inesplicabile che è la natura. In questo senso - e non lo dico perché suoniamo per il Papa - è veramente un'espressione quasi religiosa della natura e penso che sia questo il contenuto di quest'opera". Inoltre, "sia la quinta, che comincia in do minore e finisce in do maggiore, sia la nona che comincia in re minore e finisce in re maggiore, vogliono esprimere una cosa chiara: il passaggio dal caos all'ordine, il passaggio dell'incertezza a una certezza assoluta. E in questo senso la filosofia beethoveniana è molto positiva".

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