venerdì 3 agosto 2012

Il Papa: dicendo 'no' alla gioia non rendiamo servizio a nessuno ma soltanto il mondo più oscuro. Grazie per aver trasportato la Baviera a Roma

Il Papa ha assistito questa sera, con qualche risata, ai balli e ai canti umoristici bavaresi che gli sono offerti dalla 'sua' diocesi di Monaco di Baviera, in occasione del suo 85° compleanno, celebrato lo scorso 16 aprile, nel cortile del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo. Accanto a lui, l'anziano fratello, mons. Georg Ratzinger, che durante l'anno risiede a Ratisbona, in Baviera, ma sta trascorrendo parte del periodo estivo con Benedetto XVI. La performance è stata introdotta dal cardinale arcivescovo di Monaco e Frisinga, Reinhard Marx, che ha sottolineato la rara compresenza questa sera di tre successori: lui stesso, arcivescovo del capoluogo bavarese dal 2007, il card. Friederich Wetter, arcivescovo dal 1982 al 2007, e Papa Ratzinger, che guidò la diocesi di Monaco prima di essere chiamato a Roma da Giovanni Paolo II. Il cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo era affollato di musicisti e cantanti bavaresi vestiti con i tipici abbigliamenti tradizionali della regione meridionale della Germania. Oltre a loro e ai due cardinali tedeschi erano presenti il cardinale presidente del Governatorato vaticano, Giuseppe Bertello, e diversi esponenti della segreteria di Stato, a partire dall''assessore' Brian Wells. Fuori una piccola folla attratta dalla musica che risuona nella piazza centrale di Castel Gandolfo sosta a pochi metri dall'ingresso del Palazzo Apostolico. “Mi sono sentito a casa. Grazie per aver trasportato la Baviera a Roma”. Così il Papa al termine dell’esibizione di canti, balli e musiche bavaresi. Una manifestazione nel segno della gioia, tipica della cultura bavarese, ha constatato Benedetto XVI ringraziando il card. Marx che precedentemente aveva rivolto al Santo Padre il suo saluto. "Al termine di questa 'ora bavarese' – ha detto il Pontefice - posso dirvi soltanto un 'Dio vi ricompensi' - Vergelt’s Gott - di cuore". “E’ stato bello essere qui, al centro del Lazio, a Castel Gandolfo, e allo stesso tempo in Baviera. Mi sono sentito proprio a casa”. “Abbiamo potuto percepire – ha constatato Benedetto XVI - che la cultura bavarese è una cultura allegra, non chiassosa”. “E’ imbevuta di gioia – ha proseguito - nasce da un’interiore accettazione del mondo, da un sì alla vita che è un sì alla gioia”. “Essa – ha spiegato il Papa - si fonda sulla consapevolezza dell’uomo-creatura di essere in sintonia con la Creazione, in sintonia con il Creatore”. “E’ vero – ha aggiunto il Papa - bisogna riconoscere che Dio, in Baviera, ci ha facilitato il compito: ci ha donato un mondo, una terra così bella che diventa facile riconoscere che Dio è buono ed esserne felici”. “Allo stesso tempo, però, ha anche consentito che gli uomini che vivono in questa terra abbiano contribuito a darle la sua piena bellezza: solo attraverso la cultura delle persone, attraverso la loro fede, la loro gioia, i canti, la musica e l’arte è diventata così bella come il Creatore, da solo, non avrebbe saputo fare: Dio – ha detto Benedetto XVI - ha voluto l’aiuto degli uomini”. “Ma sarà lecito essere tanto felici, mentre il mondo è così pieno di sofferenza, quando esiste tanta oscurità e tanto male? E’ lecito essere così spavaldamente gioiosi? – ha chiesto il Santo Padre. “Sì! – ha risposto - perché dicendo ‘no’ alla gioia non rendiamo servizio a nessuno, rendiamo soltanto il mondo più oscuro. E chi non ama se stesso non può amare, dare al prossimo, non può aiutarlo, non potrà essere messaggero di pace”. “Noi comprendiamo questo dalla fede – ha aggiunto Benedetto XVI - il mondo è bello e Dio è buono, Egli si è fatto uomo ed è entrato dentro di noi, soffre e vive con noi: Dio è buono ed è bene essere un uomo”. “Noi viviamo di questa gioia”, ha concluso il Papa con l’invito a portare la gioia anche agli altri, a respingere il male e ad essere “servitori della pace e della riconciliazione”. Benedetto XVI ha anche scherzato sul dialetto bavarese, dopo che il card. Marx aveva pronunciato, all'inizio dello spettacolo, alcune parole con forte accento. "Io non so fare la pronuncia che ha fatto il cardinale", ha detto Papa Ratzinger suscitando le risate dei presenti. Il Santo Padre ha quindi ringraziato il “caro cardinale Marx”, arcivescovo di Monaco e Frisinga, per avere organizzato questa “ora”, “per avere trasportato la Baviera a Roma e “per aver reso tangibile l’unità interiore della cultura cristiana”; quindi il ringraziamento alle persone coinvolte nello spettacolo, in particolare gli Alpini Bavaresi - Bayerischen Gebirgsschützen: “Meritano un ringraziamento particolare – ha detto il Papa, - perché io sono un Schütze onorario, anche se a suo tempo sono stato un Schütze piuttosto mediocre”. Infine il saluto al card. Friedrich Wetter, arcivescovo emerito di Monaco e Frisinga: “Grazie per essere venuto: tu sei il mio primo successore nella sede di San Corbiniano; hai guidato per un quarto di secolo l’arcidiocesi da buon pastore: grazie per essere presente!”. A conclusione dello spettacolo, il Papa ha mormorato in piedi, insieme ai suoi ospiti, il canto religioso 'Engel des Herrn' e si è accomiatato con il tradizionale saluto bavarese, 'Vergelt's Gott!' ("Dio vi renda merito").

TMNews, Radio Vaticana

PELLEGRINAGGIO DELL’ARCIDIOCESI DI MÜNCHEN UND FREISING: "SERATA BAVARESE" IN ONORE DEL SANTO PADRE A CASTEL GANDOLFO - il testo integrale del saluto del Papa

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