lunedì 24 settembre 2012

'Benedetto, l’Argentina ti attende', campagna di un gruppo di fedeli affinchè il Papa si rechi nel Paese latinoamericano prima o dopo il viaggio a Rio de Janeiro per la GMG

Anche l’Argentina vuole ricevere Benedetto XVI. Non è un’iniziativa ufficiale ma è nata dal basso, in uno dei paesi più secolarizzati del Sudamerica. Un gruppo di fedeli “autoconvocati” ha lanciato una raccolta di firme per sollecitare il Papa a  recarsi nel paese il prossimo luglio 2013, prima o dopo la sua tappa a Río de Janeiro (Brasile) in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù. Un’iniziativa che si aggiunge aggiungersi ad altre simili in Colombia, Panama, Cile e Paraguay. Come è noto in America Latina vive più del 45 % della popolazione cattolica di tutto il mondo. Se il successore di Pietro visita la regione, tutti i paesi vogliono riceverlo. Anche quelli nei quali il rapporto tra la Chiesa e lo Stato non è ottimale, a causa dei loro governi. L’Argentina sta attraversando tempi difficili, in ambito politico ma anche dal punto di vista ecclesiastico. In questo contesto, un gruppo di fedeli ha lanciato la campagna “Benedetto, l’Argentina ti attende”. Senza molte risorse nè aiuti istituzionali, ma con molta volontà, i membri hanno pubblicato il blog Generación Benedicto XVI e una pagina nel social network Facebook. Il tutto è cominciato grazie a un gruppo di genitori che stavano preparando i viaggi dei loro figli in Brasile per la GMG. Il raduno più importante dei giovani cattolici di tutto il mondo tornerà in Sudamerica dopo 26 anni. I giorni 11 e 12 aprile 1987 ebbe luogo, a Buenos Aires, la seconda GMG. Questa è stata la prima esperienza fuori Roma e, per la stessa ragione, non aveva le caratteristiche della Giornata attuale. Il prossimo appuntamento a Río, in programma dal 23 al 28 luglio 2013, avrà una risonanza internazionale. Ed è per questo motivo che diversi governi ed episcopati della regione hanno messo in moto alcune strategie per riuscire a convincere Joseph Ratzinger a recarsi in un altro paese latinoamericano a margine dell’incontro principale. E anche se in Vaticano ci sono alcuni collaboratori del Papa interessati alla realizzazione di alcune di queste possibilità, lo stesso Pontefice si è mostrato prudente e ha fatto capire che preferirebbe svolgere solo la tappa brasiliana, salute permettendo. Ad ogni modo, gli interessati insistono. Come il Cile, per esempio, che si è mobilitato con particolare intensità durante le ultime settimane e con la speranza di ricevere un viaggio apostolica. Ma è praticamente impossibile, se si pensa alla distanza tra Río e Santiago. Gli argentini, invece, hanno comunicato la loro iniziativa alla Conferenza Episcopale e alla Nunziatura apostolica a Buenos Aires. Dal vertice dei vescovi non hanno avuto nessuna risposta, ma dall’ambasciata vaticana hanno ricevuto un "caloroso" incoraggiamento. Inoltre, alcuni sacerdoti e diverse scuole si sono aggiunti alla raccolta firme. L’idea è quella di portare Benedetto XVI a visitare il santuario nazionale della Madonna a Luján (foto). Parlando con Vatican Insider, uno degli organizzatori dell’iniziativa, Carlos Colazo Benavidez, ha dichiarato: "La patria vive dei momenti difficili, la famiglia subisce attacchi e la vita umana è disprezzata; c’è l’intento molto forte di unificare i codici Civile e Commerciale, aprendo le porte a ogni sorta di aberrazione: aborto, adozione da parte di coppie omosessuali, manipolazione di embrioni, uteri in affitto. La visita del Papa al santuario nazionale si percepisce come la possibilità di rinforzare la fede degli argentini e di mostrare al popolo quello che sta succedendo, nell'ottica del Vangelo".

Andrés Beltramo Álvarez, Vatican Insider

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