Il Papa: rendere l'Africa 'Continente della speranza' impegno che deve orientare la missione dei fedeli laici oggi, 'ambasciatori' della Buona Novella

Da ieri fino a domenica 9 settembre si svolge presso l’Università Cattolica dell’Africa Centrale (UCAC) a Yaoundé, in Camerun, il Congresso panafricano dei Laici Cattolici organizzato dal Pontificio Consiglio per i Laici, sul tema "Essere testimoni di Gesù Cristo in Africa oggi. Sale della Terra...luce del mondo" (Mt 5,13-14). In occasione dell’apertura del Congresso, Papa Benedetto XVI ha inviato un Messaggio al presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, il card. Stanisław Ryłko. Il Congresso "si presenta come una tappa significativa per realizzare quanto lo Spirito Santo ha ispirato ai Padri sinodali durante la seconda Assemblea Speciale per l'Africa, celebrata nell'ottobre del 2009 a Roma. A Cotonou ho espresso l'auspicio che l'Esortazione 'Africae munus' serva da guida soprattutto nell'annuncio del Vangelo attraverso l'impegno di tutto il Popolo di Dio". Il Papa ricorda i suoi viaggi in Africa, che ha definito appunto “il continente della speranza”. “Certo – osserva -, a prima vista i problemi dell’Africa appaiono gravi e di non facile soluzione, e non solo per le difficoltà materiali, ma anche per ostacoli spirituali e morali che pure la Chiesa incontra”. Gli stessi “valori tradizionali più validi della cultura africana oggi sono minacciati dalla secolarizzazione, che provoca disorientamento, lacerazioni nel tessuto personale e sociale, esasperazione del tribalismo, violenza, corruzione nella vita pubblica, umiliazione e sfruttamento delle donne e dei bambini, crescita della miseria e della fame. A questo si aggiunge anche l'ombra del terrorismo fondamentalista, che di recente ha preso di mira le comunità cristiane di alcuni Paesi africani. Se però, con uno sguardo più profondo, guardiamo al cuore dei popoli africani – sottolinea Benedetto XVI - scopriamo una grande ricchezza di risorse spirituali, preziose per il nostro tempo. L'amore alla vita e alla famiglia, il senso della gioia e della condivisione, l’entusiasmo di vivere la fede nel Signore, che ho potuto constatare nei miei viaggi africani, sono ancora impressi nel mio cuore”. L’appello del Papa ai laici cattolici dell’Africa è forte: “Non lasciate mai – scrive - che la cupa mentalità relativista e nichilista che colpisce varie parti del nostro mondo, apra una breccia nella vostra realtà! Accogliete e diffondete con forza rinnovata il messaggio di gioia e di speranza che porta Cristo, messaggio capace di purificare e rafforzare i grandi valori delle vostre culture”. Il Papa porta l’esempio della Santa sudanese Giuseppina Bakhita “come testimone di speranza, per mostrare come l’incontro con il Dio di Gesù Cristo sia capace di trasformare profondamente ogni essere umano, anche nelle condizioni più povere - Bakhita era una schiava – per conferirgli la dignità suprema di figlio di Dio”. “L’incontro con Cristo – sottolinea - dona lo slancio per superare anche le difficoltà apparentemente più insormontabili. È l’esperienza di Santa Bakhita, ma è anche l’esperienza che tanti giovani africani - grazie a Dio, la grande maggioranza della popolazione - sono chiamati a vivere oggi nella fedele sequela del Signore. Rendere l'Africa 'Continente della speranza' è un impegno che deve orientare la missione dei fedeli laici africani oggi, come pure lo stesso Congresso che state celebrando”. In questa prospettiva il Congresso è, per il Papa, “un momento significativo nella preparazione di due eventi ecclesiali di rilievo universale ormai alle porte: il Sinodo dei vescovi sulla nuova evangelizzazione e l’Anno della fede”. "La missione scaturisce infatti dalla fede, dono di Dio da accogliere, nutrire e approfondire perché 'non possiamo accettare che il sale diventi insipido e la luce sia tenuta nascosta'", scrive il Pontefice citando il Motu Proprio "Porta fìdei". "La priorità della fede naturalmente ha un significato più logico che cronologico. Infatti l'accoglienza di questo dono divino va di pari passo con lo slancio per l'annuncio del Vangelo, in una sorta di 'circolo virtuoso', dove la fede muove all'annuncio e l'annuncio rafforza la fede". “Evangelizzare per la Chiesa – afferma il Papa citando Paolo VI - è portare la Buona Novella in tutti gli strati dell'umanità e, con il suo influsso, trasformare dal di dentro, rendere nuova l'umanità stessa”. Nell’opera di trasformazione di tutta la società, “così urgente per l’Africa di oggi, i fedeli laici hanno un ruolo insostituibile”: sono "ambasciatori di Cristo" nello spazio pubblico. “Donne e uomini, giovani, anziani e bambini, famiglie e intere società, tutta l’Africa oggi attende gli ‘ambasciatori’ della Buona Novella – conclude il Papa -, fedeli laici provenienti dalle parrocchie, dalle Communautés Ecclésiales Vivantes, dai movimenti ecclesiali e dalle nuove comunità, innamorati di Cristo e della Chiesa, pieni di gioia e riconoscenza per il Battesimo che hanno ricevuto, coraggiosi operatori di pace e annunciatori di autentica speranza”.

SIR, Radio Vaticana

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE AL CONGRESSO PANAFRICANO DEI LAICI CATTOLICI

Commenti