sabato 8 settembre 2012

Il Papa in Libano. Il saluto di Gregorio III Laham a Benedetto, con la richiesta di riconoscimento palestinese, pubblicato e poi rimosso sul sito

A capo di una comunità della diaspora di 1.300.000 fedeli, il Patriarca greco-cattolico melkita di Damasco, Gregorios III Laham (foto), è un uomo particolarmente entusiasta e simpatico e grande sostenitore della causa palestinese. Poche ore dopo l'arrivo di Benedetto XVI a Beirut il 14 settembre, sarà lui il primo dei Patriarchi ad accoglierlo nella sua chiesa, la Basilica di Saint-Paul ad Harissa, per la firma dell'Esortazione Apostolica post-sinodale "Ecclesia in Medio Oriente". Forse per un errore, il discorso d’accoglienza scritto dal Patriarca greco-cattolico è stato pubblicato anticipatamente sul sito internet del viaggio del Papa (www.lbpapalvisit.com). Nel testo dopo ampi e calorosi saluti, il Patriarca chiedeva espressamente al Papa il riconoscimento dello Stato palestinese da parte della Santa Sede: “Un atto coraggioso di equità, di giustizia e di verità“ che permetterebbe al Vaticano di diventare “pioniere della giustizia mondiale“ e “incoraggiare gli altri Stati europei e non solo a riconoscere la sovranità dello Stato palestinese“. Il Patriarca nel testo sosteneva che l’eventuale pronunciamento papale sarebbe stato “un prezioso regalo” offerto al mondo arabo, cristiano come musulmano, per una vera “primavera araba”, un “dono per la pace in Terra Santa, Medio Oriente e mondo intero”. La posizione del Patriarca è nota. Ciò che risulta fuori dal protocollo diplomatico è la presenza di una richiesta esplicita rivolta al Papa, che darebbe al viaggio un forte connotato politico, esattamente il contrario di ciò Benedetto XVI vorrebbe. D'altronde, la posizione della Santa Sede è un’altra. Essa chiede innanzitutto alla comunità internazionale di fare il primo passo. Nel settembre 2011, dalla tribuna delle Nazione Unite a New York, il capo della diplomazia vaticana aveva chiesto “decisioni coraggiose”. Mons. Dominique Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati, aveva auspicato “che gli organi competenti delle Nazioni Unite prendano una decisione che aiuti a dare concreta attuazione all'obiettivo finale, cioè la realizzazione del diritto dei palestinesi ad avere un proprio Stato indipendente e sovrano e del diritto degli israeliani alla sicurezza, avendo i due Stati dei confini internazionalmente riconosciuti“. La pubblicazione di questo discorso sulla rete ha creato imbarazzo a Roma. “Questa è la posizione personale del Patriarca", ha detto una fonte vaticana, spiegando che il discorso non doveva essere messo in rete prima del viaggio. Ormai, da qualche ora, la sezione dei discorsi del sito internet non riporta più il documento ed è molto probabile che quel discorso Gregorio III Laham non lo pronuncerà più.

Vatican Insider
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