Sedicesima Congregazione generale. Relazione dopo la discussione: il fondamento della nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede è anzitutto l’azione della Santissima Trinità nella storia

Ieri pomeriggio, alle 16.30, alla presenza del Santo Padre, con la preghiera "Pro felici Synodi exitu", ha avuto inizio la sedicesima Congregazione generale. Presidente delegato di turno il card. Laurent Monsengwo Pasinya, arcivescovo di Kinshasa. Sono intervenuti anche alcuni Uditori e Uditrici. È seguito un tempo di interventi liberi. A questa Congregazione generale, che si è conclusa alle 19.00 con la preghiera dell'Angelus Domini, erano presenti 254 Padri.
È intervenuto il relatore generale, il card. Donald William Wuerl, arcivescovo di Washington, per la lettura della "Relatio post disceptationem" (Relazione dopo la Discussione). Nella sua seconda relazione, a conclusione della discussione generale sul tema sinodale in Aula, il relatore generale ha sintetizzato i vari interventi succedutisi in queste giornate nelle Congregazioni Generali e ha offerto alcune linee di orientamento per facilitare i lavori dei Circoli minori. “Dalle discussioni sinodali è emersa con molta chiarezza l’idea che il fondamento della nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede è anzitutto l’azione della Santissima Trinità nella storia. Dio Padre invia suo Figlio, il quale porta con sé la vera Buona Novella di chi siamo nella potenza dello Spirito Santo”. Il cardinale ha riassunto una parte delle osservazioni presentate riguardo ai temi della natura della nuova evangelizzazione; del contesto odierno del ministero della Chiesa; delle risposte pastorali alle circostanze attuali, degli agenti e partecipanti alla nuova evangelizzazione. “Dopo la sua morte e risurrezione, Gesù ha inviato la Chiesa, sua Sposa e suo nuovo Corpo, nel mondo per continuare la sua missione evangelizzatrice”, ma ha chiarito il porporato, “il dovere di annunciare la verità salvifica non è soltanto responsabilità del clero e dei religiosi. Anzi, il Sinodo ha sottolineato l’importante ruolo di ogni discepolo di Cristo nella missione di diffondere la fede”. “Tutti i continenti hanno evidenziato il bisogno della nuova evangelizzazione poiché le loro culture sono colpite dal processo di secolarizzazione, anche se appare in maniere diverse a seconda delle aree geografiche”, ha sottolineato il card. Wuerl, per il quale “i segni della nuova evangelizzazione in Africa, America, Asia, Oceania ed Europa includono una molteplicità di forme in cui le piccole comunità cristiane sono diventate centri viventi di evangelizzazione. Il rinnovamento delle parrocchie continua ad essere uno snodo centrale del rinnovamento della Chiesa. L’azione dei laici è uno sviluppo essenziale e fecondo”. Una situazione “particolarmente delicata” è emersa “dagli interventi relativi al Vicino Oriente. Ci è stata ricordata l’importanza della presenza dei cristiani in quella zona”. Molti padri, poi, “hanno parlato del secolarismo e dell’indifferenza alla religione insiti nella cultura di molte parti del mondo”. Per questa ragione, “la Chiesa deve fronteggiare le sfide di un mondo che cerca altrove le sue fonti di ispirazione”. Alcuni padri hanno anche avanzato “esempi di violenza locale, mentre altri hanno parlato di un calo nella libertà religiosa. Tutto ciò costituisce una sfida che la Chiesa deve fronteggiare in molte parti del mondo”. “L’esigenza suprema del nostro tempo - ha spiegato il cardinale - è un rinnovamento spirituale che la Chiesa è chiamata a proclamare e a realizzare. Il rinnovamento spirituale è l’elemento più importante della nuova evangelizzazione, poiché implica il rinnovamento dell’incontro personale con Gesù Cristo e una catechesi che promuova la nostra crescita spirituale”. In realtà, “la nuova evangelizzazione dovrebbe riversarsi sulla società stessa in cui viviamo. La cultura è l’ambito della nuova evangelizzazione”. Uno dei temi ricorrenti, ha ricordato il porporato, “è l’esigenza di sottolineare il ruolo della Chiesa come presenza autentica di Cristo nel mondo odierno”. La capacità della Chiesa “di portare a compimento le sue numerose opere di amore, negli ambiti della giustizia sociale, del servizio, dell’attenzione sanitaria o dell’educazione sono state viste come elementi della sua identità e segni in cui gli altri possono riconoscere l’attiva presenza di Dio nel nostro mondo”. Si è parlato anche dell’aspetto educativo, in particolare dei giovani, “come un elemento costitutivo della nuova evangelizzazione”. I Padri sinodali hanno sottolineato “l’esigenza di trovare modelli pratici e concreti per offrire ai giovani un’adeguata educazione nella fede”. “C’è stata attenzione al ruolo della famiglia, che rappresenta lo strumento grazie al quale la fede viene trasmessa persino nelle situazioni più difficili. Occorre incoraggiare la vita familiare, soprattutto oggi, quando soffre tanto per le pressioni della nuova visione secolarizzata della realtà”, ha precisato il card. Wuerl. Il Sinodo ha parlato altresì “del ruolo fondamentale delle donne nella vita della Chiesa e del luogo che la madre occupa nella famiglia nella trasmissione della fede”. Molti poi hanno messo in evidenza “il ruolo dei laici nell’opera per la nuova evangelizzazione. A tutti i livelli: nelle aree professionali dell’educazione, del diritto, della politica o delle attività economiche, nonché in tutti i campi che vedono impegnati i laici, il compito dei singoli cattolici è di richiamare la gente alla pratica della fede, con la parola, ma anche e soprattutto con le opere, con l’azione e con la nostra maniera di vivere”. Non sono mancati gli interventi che hanno messo in luce anche il fenomeno delle migrazioni. “Succede spesso che i cattolici arrivano a un contesto nuovo e smettono di essere attivi nella loro fede. L’accoglienza e il loro inserimento nella comunità possono essere forme di nuova evangelizzazione”, ha concluso il card. Wuerl.
Nei quindici interventi liberi seguiti alla relazione dopo la discussione, i Padri hanno espresso unanime apprezzamento al cardinale Wuerl per la sua "esauriente e corposa relazione", rilevando allo stesso tempo alcune osservazioni e indicazioni. È stata espressa, tra l’altro, l’esigenza di riservare maggior spazio all’analisi della vita religiosa nel cammino della nuova evangelizzazione e la necessità di più espliciti riferimenti all’islam, al dialogo e al cammino fraterno di convivenza con i musulmani. È stata anche chiesta un’ulteriore riflessione sul rinnovamento liturgico del Concilio Vaticano II. Dai Padri sinodali anche alcune proposte: tra le altre, l’istituzione del "ministero del catechista" e la riscoperta dell’apologetica. Un tratto comune a molti interventi liberi è stata la riaffermazione dell’esigenza di ripartire dai sacramenti dell’iniziazione cristiana, riscoprendo in particolare la confessione e la centralità dell’Eucaristia.

SIR, L'Osservatore Romano

RELATIO POST DISCEPTATIONEM
 

Commenti