Sinodo dei vescovi 2012. Domenica la Messa di apertura presieduta dal Papa e la proclamazione a 'Dottore della Chiesa' di San Giovanni d’Avila e Santa Ildegarda di Bingen

Domenica prossima, 7 ottobre, Benedetto XVI celebrerà alle 9.30 in Piazza San Pietro la Santa Messa di apertura della XIII Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi sul tema "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana". Durante l’assise sinodale, che si terrà in Vaticano fino al 28 ottobre, sotto la guida di Benedetto XVI, rappresentanti dell’episcopato provenienti da tutto il mondo, tra cui il cardinale vicario di Roma, Agostino Vallini, rifletteranno sulla trasmissione della fede cristiana in un ambiente di preghiera, di dialogo e di fraterna comunione. L’Assemblea sinodale avviene in un momento particolarmente significativo per la Chiesa Cattolica: durante il suo svolgimento cade infatti il cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, il ventesimo anniversario della pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica e viene aperto l’Anno della fede indetto da Papa Benedetto XVI. Nella celebrazione il Santo Padre proclamerà "Dottore della Chiesa" San Giovanni d’Avila (1500-1569) e Santa Ildegarda di Bingen (1098-1179). Il primo annuncio della proclamazione del patrono del clero secolare spagnolo da parte del Papa risale al 20 agosto 2011, al termine della celebrazione eucaristica con i seminaristi spagnoli presieduta nella cattedrale di Santa María la Real de la Almudena di Madrid in occasione della XXVI Giornata Mondiale della Gioventù. Il Papa ha annunciato il 27 maggio scorso la proclamazione dei due Santi: "Questi due grandi testimoni della fede - disse - vissero in periodi storici e ambienti culturali assai diversi. Ildegarda fu monaca benedettina nel cuore del Medioevo tedesco, autentica maestra di teologia e profonda studiosa delle scienze naturali e della musica. Giovanni, sacerdote diocesano negli anni del rinascimento spagnolo, partecipò al travaglio del rinnovamento culturale e religioso della Chiesa e della compagine sociale agli albori della modernità. Ma la santità della vita e la profondità della dottrina - affermò - li rendono perennemente attuali: la grazia dello Spirito Santo, infatti, li proiettò in quell’esperienza di penetrante comprensione della rivelazione divina e di intelligente dialogo con il mondo che costituiscono l’orizzonte permanente della vita e dell’azione della Chiesa. Queste due figure di Santi e Dottori appaiono di rilevante importanza e attualità".

RomaSette

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