sabato 8 dicembre 2012

Il Papa: Maria ci dice che, per quanto l'uomo possa cadere in basso, non è mai troppo in basso per Dio, disceso fino agli inferi, per quanto il nostro cuore sia sviato, Dio è sempre 'più grande del nostro cuore'. Il soffio mite della Grazia può disperdere le nubi più nere, può rendere la vita bella e ricca di significato anche nelle situazioni più disumane

"E’ sempre una gioia speciale radunarci qui, in Piazza di Spagna, nella festa di Maria Immacolata. Ritrovarci insieme – romani, pellegrini e visitatori – ai piedi della statua della nostra Madre spirituale, ci fa sentire uniti nel segno della fede. Mi piace sottolinearlo in questo Anno della fede che tutta la Chiesa sta vivendo": con queste parole ha esordito il Papa nel suo discorso, ruotato intorno al Vangelo odierno incentrato sull'Annunciazione. ''L'incontro tra il messaggero divino e la Vergine Immacolata -ha detto il Pontefice- passa del tutto inosservato: nessuno sa, nessuno ne parla''. ''E' un avvenimento- ha aggiunto- che se accadesse ai nostri tempi, non lascerebbe traccia nei giornali e nelle riviste, perché è un mistero che accade nel silenzio. Ciò che è veramente grande passa spesso inosservato e il quieto silenzio si rivela più fecondo del frenetico agitarsi che caratterizza le nostre città, ma che -con le debite proporzioni- si viveva già in città importanti come la Gerusalemme di allora''. ''Quell'attivismo -ha proseguito il Pontefice- che ci rende incapaci di fermarci, di stare tranquilli, di ascoltare il silenzio in cui il Signore fa sentire la sua voce discreta. Maria, quel giorno in cui ricevette l'annuncio dell'Angelo, era tutta raccolta e al tempo stesso aperta all'ascolto di Dio. In lei non c'è ostacolo, non c'è schermo, non c'è nulla che la separi da Dio''. Il significato dell'essere di Maria senza peccato originale è "la sua relazione con Dio è libera da qualsiasi pur minima incrinatura; non c’è separazione, non c’è ombra di egoismo, ma una perfetta sintonia: il suo piccolo cuore umano è perfettamente 'centrato' nel grande cuore di Dio".
Il monumento all'Immacolata, per Benedetto XVI, ''ci ricorda prima di tutto che la voce di Dio non si riconosce nel frastuono e nell'agitazione; il suo disegno sulla nostra vita personale e sociale non si percepisce rimanendo in superficie, ma scendendo ad un livello più profondo, dove le forze che agiscono non sono quelle economiche e politiche, ma quelle morali e spirituali''. “La salvezza del mondo non è opera dell’uomo – della scienza, della tecnica, dell’ideologia – ma viene dalla Grazia”, ha precisato il Papa. Grazia vuol dire “l’Amore nella sua purezza e bellezza, è Dio stesso così come si è rivelato nella storia salvifica narrata nella Bibbia e compiutamente in Gesù Cristo”. Maria, la “piena di grazia”, con questa sua identità “ci ricorda il primato di Dio nella nostra vita e nella storia del mondo, ci ricorda che la potenza d'amore di Dio è più forte del male, può colmare i vuoti che l'egoismo provoca nella storia delle persone, delle famiglie, delle nazioni e del mondo. Questi vuoti possono diventare degli inferni, dove la vita umana viene come tirata verso il basso e verso il nulla, perde di senso e di luce. I falsi rimedi che il mondo propone per riempire questi vuoti - emblematica è la droga - in realtà allargano la voragine''. Solo “l’amore può salvare da questa caduta, ma non un amore qualsiasi: un amore che abbia in sé la purezza della Grazia - di Dio che trasforma e rinnova - e che così possa immettere nei polmoni intossicati nuovo ossigeno, aria pulita, nuova energia di vita”. ''Maria ci dice che, per quanto l'uomo possa cadere in basso, non è mai troppo in basso per Dio, il quale è disceso fino agli inferi; per quanto il nostro cuore sia sviato, Dio è sempre 'più grande del nostro cuore'. Il soffio mite della Grazia - ha affermato - può disperdere le nubi più nere, può rendere la vita bella e ricca di significato anche nelle situazioni più disumane”.
Maria Immacolata ci parla anche della “gioia autentica che si diffonde nel cuore liberato dal peccato. Il peccato porta con sé una tristezza negativa, che induce a chiudersi in se stessi. La Grazia porta la vera gioia, che non dipende dal possesso delle cose ma è radicata nell’intimo, nel profondo della persona, e che nulla e nessuno possono togliere”. ''Il Cristianesimo è essenzialmente un 'evangelo', una 'lieta notizia', mentre alcuni pensano che sia un ostacolo alla gioia, perchè vedono in esso un insieme di divieti e di regole''. ''In realtà - ha ricordato Papa Ratzinger -, il Cristianesimo è l'annuncio della vittoria della Grazia sul peccato, della vita sulla morte. E se comporta delle rinunce e una disciplina della mente, del cuore e del comportamento è proprio perchè nell'uomo c'è la radice velenosa dell'egoismo, che fa male a se stessi e agli altri. Bisogna dunque imparare a dire no alla voce dell'egoismo e a dire sì a quella dell'amore autentico''. Per il Papa "la gioia di Maria è piena, perché nel suo cuore non c’è ombra di peccato" e "coincide con la presenza di Gesù nella sua vita": "Gesù è la gioia di Maria ed è la gioia della Chiesa di tutti noi. In questo tempo di Avvento, Maria Immacolata ci insegni ad ascoltare la voce di Dio che parla nel silenzio; ad accogliere la sua Grazia, che ci libera dal peccato e da ogni egoismo; per gustare così la vera gioia. Maria, piena di grazia, prega per noi!" ha concluso Benedetto XVI.

Asca, SIR, Adnkronos

ATTO DI VENERAZIONE ALL’IMMACOLATA A PIAZZA DI SPAGNA - il testo integrale del discorso del Papa
 

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