Natale 2012. Presepi in Vaticano: tra antiche scenografie e rappresentazioni allestite con materiali riciclati. E c’è anche una Natività bavarese con Benedetto XVI e due gattini

Case scavate nelle rocce, erte scale, campanili svettanti dietro l’abitato arroccato. È di grande impatto scenico il presepe allestito quest’anno in Piazza San Pietro. Gesù nasce in mezzo a uno spaccato di vita ambientato tra i Sassi di Matera. Nella quotidianità dell’antica civiltà contadina lucana, incentrata su antichi mestieri e su forti legami familiari e religiosi, trova accoglienza la Sacra Famiglia. Il presepe è esposto sotto una tensostruttura ricoperta da teli mesh microforati raffiguranti affreschi della cripta della più importante e celebre delle chiese rupestri della zona di Matera, risalente al periodo longobardo. Il complesso è opera del maestro Francesco Artese ed è stato offerto a Benedetto XVI dalla regione Basilicata in collaborazione con il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. È la prima rappresentazione della Natività che si incontra in un ideale tour alla scoperta di alcuni dei presepi che addobbano i palazzi e i cortili vaticani in questo Natale. Dalla piazza si prosegue verso la Basilica, dove è esposto il monumentale presepe allestito dai sampietrini nella navata laterale sinistra, all’altare di San Pio X della cappella della Presentazione. Le statue, scolpite in legno e dipinte con colori policromi, sono opera dello scultore tedesco Heinrich Zunterer, di Oberammergau, il quale ha eseguito inizialmente il gruppo della Batività e ne ha fatto dono a Giovanni Paolo II, che l’ha offerto alla Basilica. È dal 1985 che questo presepe viene esposto in San Pietro. Con il passare degli anni è stato arricchito con altre statuine, alcune delle quali dotate di un meccanismo per il movimento. Sono state donate da Sonia Bernardini, di Loreto, al card. Angelo Comastri, arciprete della Basilica. Il presepe possiede appositi macchinari per la produzione di neve artificiale, donati alla Basilica da Antonio Foligno. Ci spostiamo nella pontificia parrocchia di Sant’Anna, dove la rappresentazione della Natività ha il vanto di voler celebrare l’Anno della fede. Sullo sfondo, infatti, dietro la grotta di Betlemme, si intravede l’arco di una grande porta. Da quell’arco, e solo da lì, si esce dalla grotta, per tornare nella propria routine quotidiana; quella è la Porta fidei, che siamo invitati a oltrepassare. Sulla destra è raffigurato il simbolo dell’Anno della fede. Il significato di questa rappresentazione della Natività è immediato, come spiega il parroco, l’agostiniano Bruno Silvestrini: "Tutti coloro che accolgono il messaggio degli angeli, gli uomini di buona volontà, incontrano Cristo, lo adorano e vanno a raccontare a tutti che la loro vita è immensamente amata. L’autore del presepe evidenzia, in pratica, i verbi più importanti del Vangelo di Luca: andare, vedere, adorare e tornare. Il lavoro minuzioso, ritagliato nelle serate in compagnia dei figli, già dal mese di settembre, è centrato sulla nascita di Cristo a partire dal desiderio di chi attende Qualcuno e va alla ricerca del senso della vita". Il presepe, realizzato da Mariano Piampiani, di Tolentino (Macerata), è composto da decine di statuine opera di Antonio Giordano, di Monreale. Si vede Gesù circondato da angeli in festa, si notano i pastori in adorazione giunti insieme alle mamme e ai bambini per vedere con stupore quanto avevano udito dai messaggeri celesti. Sulla sinistra, infatti, appare l’angelo che annunzia ai pastori la buona notizia, e appena sorge il giorno scompare. Tutto lo scenario sottintende a una verità: Dio si manifesta ai semplici e ai piccoli. È questo il senso del presepe. Lasciando la parrocchia di Sant’Anna, ci si incammina verso il quartiere degli Svizzeri, dove nel tratto di strada che conduce al Portone di Bronzo è stato allestito un presepe sopra l’apertura di un pozzo. Si nota una guardia svizzera, fatta in stoffa e filato, che sorveglia la culla di Gesù. All’interno della cappella di San Martino, Luca Müller e Carlo Pfister hanno rappresentato la Natività utilizzando del materiale particolare: dei mattoni come basamento, un tavolo in legno, fieno e pigne provenienti dalle Ville Pontificie per creare la scena dove Gesù nasce. Spostandosi verso la chiesa di San Pellegrino, nella via omonima, incontriamo i presepi allestiti dal Corpo della Gendarmeria Pontificia: uno nella caserma e uno nella chiesa. Quest’ultimo, opera di Emilio Presciuttini, è adagiato su tre tronchi ricavati dai cipressi abbattuti tempo fa nell’ex cimitero degli svizzeri. Il presepe è collocato davanti all’altare e sembra introdurre il visitatore al mistero della fede. Poco più in là, nei locali del Servizio Fotografico de L’Osservatore Romano, è esposto un presepe in stile napoletano, donato al Papa dai netturbini di Roma. È opera di Giuseppe Ianni e poggia su un’artistica base realizzata da Dandolo Foglietta. All’ingresso della Tipografia Vaticana troviamo un presepe che desta meraviglia per i suoi particolari. È allestito ogni anno per iniziativa del direttore tecnico Giuseppe Canesso, in collaborazione con Franco Orsini. L’ambientazione ricorda gli interni di alcune case della seconda metà del XIX secolo. Al centro, la stalla dove è nato Gesù, circondato da Maria, Giuseppe e dai tre re Magi. Basta avvicinarsi per vedere dei particolari molto suggestivi: Maria lentamente apre il panno che copre Gesù, Giuseppe e i re Magi si inchinano in adorazione davanti al Figlio di Dio. Più in là, un contadino è intento a mungere una mucca; un fabbro con il suo martello sta forgiando un pezzo di ferro sull’incudine; un pastore tosa una pecora, mentre una donna attinge acqua da un pozzo. Su un cespuglio alcuni uccellini cinguettano e si muovono animati da un circuito elettrico. Il tutto è stato allestito utilizzando materiale di scarto della Tipografia, a cominciare dalle scatole di lastre, dai supporti per la stampa, dai cartoni usati per le copertine dei libri. Giungiamo al cortile di San Damaso, dove ha sede l’Associazione Santi Pietro e Paolo. In occasione dell’Anno della fede, il sodalizio ha voluto dare al suo presepe un taglio particolarmente significativo, legato alla figura di Benedetto XVI. Il presepe, come ci spiega Eugenio Cecchini, raffigura alcuni momenti importanti della vita di Joseph Ratzinger: la scena presenta in primo piano, a destra, la sua casa natale a Marktl am Inn, in Baviera, e, a sinistra, la cattedrale di Frisinga, dove è stato ordinato sacerdote. Al centro una grande scalinata, simbolo dell’ascesa dell’uomo verso Dio, conduce alla Natività, posta all’interno di una grotta, alle pendici dei monti bavaresi che si ergono sullo sfondo. Sulla destra svettano le forme gotiche della cattedrale di Ratisbona, che ricordano l’università dove Ratzinger ha insegnato dal 1969 al 1977, prima di essere nominato da Paolo VI arcivescovo di Monaco e Frisinga. Davanti alla cattedrale di Frisinga, una piccola statuetta, di fattura napoletana, riproduce proprio il Pontefice mentre guarda due gattini. Anche nella storica sede del Circolo San Pietro, nel palazzo San Calisto, a Trastevere, è esposto un presepe. La struttura, donata da un socio e risalente ai primi anni del Novecento, è di cartapesta e si incentra sulla Sacra Famiglia. La Vergine Maria è seduta, con in mano degli indumenti da neonato, e accudisce Gesù Bambino. Intorno ci sono dei pastori di fattura molto pregiata e i re Magi, carichi di doni e di drappeggi.

Nicola Gori, L'Osservatore Romano

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