lunedì 7 gennaio 2013

Il Papa: cattolici della Cambogia, siate lievito nella pasta della vostra società, testimoniando l'amore di Cristo per tutti, la costruzione di vincoli di fraternità con i membri di altre tradizioni religiose e camminando lungo le vie della giustizia e della misericordia

Il Congresso nazionale della Chiesa cambogiana sul tema "Il Vaticano II e la Chiesa" si è svolto a Phnom Penh dal 5 al 7 gennaio. Questa mattina, la chiusura del convegno, cui oltre ai delegati eletti dalle tre circoscrizioni ecclesiastiche era invitata tutta la popolazione cattolica, è stata caratterizzata da due grandi eventi: la pubblicazione in cambogiano dei testi del Concilio Vaticano II e del Catechismo della Chiesa Cattolica e la trasmissione di un video-messaggio del Santo Padre Benedetto XVI. Il volto del Papa appare in un posto e in un giorno che per la storia della Cambogia contemporanea, e soprattutto per la piccola Chiesa che vive nel Paese, significano moltissimo, e cioè il luogo dove sorgerà la nuova cattedrale di Phnom Penh, al posto di quella distrutta nel 1975, durante il sanguinario regime dei Khmer Rossi di Pol Pot, del quale oggi si ricorda il 34° anniversario della caduta. Le parole di Benedetto XVI nel videomessaggio sono fin da subito un inno alla pace ritrovata e al contributo di sangue che, a quella pace, ha dato la Chiesa cambogiana: “Ricordando il periodo di disordini che ha precipitato il vostro Paese nel buio, vorrei sottolineare come il coraggio, la fede e la perseveranza dei vostri pastori e dei tanti vostri fratelli e sorelle cristiani, molti dei quali hanno trovato la morte, rappresenti una nobile testimonianza alla verità del Vangelo”. Il discorso del Papa, affettuoso come un abbraccio a una Chiesa lontana ma vicina ai suoi pensieri, suggella il lavoro di tre giorni degli oltre 400 congressisti, chiamati ad approfondire il Vaticano II a 50 anni dal suo inizio, ma anche il Catechismo della Chiesa cattolica a 20 dalla sua pubblicazione. Significativa in questo senso, al termine della Messa conclusiva di oggi, è stata la distribuzione di centinaia di copie dei testi conciliari e del Catechismo tradotti in cambogiano. Un segno di vitalità di una Chiesa che è si solo l’1% della popolazione – a fronte di un 96% di seguaci del buddismo – ma nella quale Benedetto XVI coglie un “dinamismo” dimostrato – dice – dai “numerosi catecumeni” e dai “battesimi di adulti”, “un segno felice – sottolinea ancora – della presenza attiva di Dio” nei credenti cambogiani: “ Siate certi delle preghiere dei vostri fratelli e sorelle, il cui sangue scorreva nelle risaie! Siate lievito nella pasta della vostra società, testimoniando l'amore di Cristo per tutti, la costruzione di vincoli di fraternità con i membri di altre tradizioni religiose e camminando lungo le vie della giustizia e della misericordia”. Ai seminaristi e ai sacerdoti cambogiani Benedetto XVI chiede che l’offerta della loro vita e preghiera sia “fonte di speranza” e di nuove vocazioni. E insieme, auspica che lo zelo dei missionari, religiosi e laici consacrati, di provenienza straniera “porti molti di coloro” da loro serviti e amati “a incontrare Gesù Cristo”. E intense sono anche le parole rivolte ai giovani nella fede e a coloro che questo dono non l’hanno ancora: “Cari giovani amici, battezzati nel corso degli ultimi anni, non dimenticate che la Chiesa è la vostra famiglia: essa conta su di voi per testimoniare la vita e l'amore che avete trovato in Gesù. Prego per voi e vi invito a essere discepoli generosi di Cristo...E tutti voi che cercate Dio, perseverate e siate certi che Cristo vi ama e vi offre la sua pace”.

Radio Vaticana

Video-messaggio alla Chiesa Cattolica in Cambogia in occasione del Congresso Nazionale sul Concilio Vaticano II [Phnom Penh, 5-7 gennaio 2013] (7 gennaio 2013)
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