Il Papa ai giovani: il vostro cuore per natura sensibile all’amore vero. Rendere la vita bella e grande è impegnativo, ma con Gesù tutto è possibile!

Sulle note di Emmanuel, l'inno della Giornata Mondiale della Gioventù di Roma 2000, Piazza San Carlo riempita da 30mila giovani ha accolto l'arrivo del Santo Padre alle 16.45. Migliaia i fazzoletti gialli sventolati, su cui c'è scritto in blu "I giovani e il Papa Ostensione della Sindone Opera diocesana pellegrinaggi Torino". Alcuni artisti e cantanti di Christian Music, accompagnati dalla scuola di Hope Music e da alcuni ragazzi della pastorale giovanile piemontese, hanno intrattenuto con canzoni e testimonianze i giovani. Il coro, ai due lati del palco dove siede il Papa, si chiama Hope ed è composto dai giovani delle diocesi italiane, 270 ragazzi con indosso t-shirt gialle,verdi,viola e azzurre, che al termine dell'incontro hanno cantato la canzone "Santo volto dei volti", l'inno composto in occasione di questa giornata. Dopo l'introduzione del card. Poletto, ha parlato un rappresentante dei giovani che ha donato al Santo Padre un quadro di Ezio Gribaudo, pittore torinese con il ritratto di Papa Ratzinger che fece al momento della sua elezione.
Nel suo discorso, Benedetto XVI ha riflettuto con i giovani sul significato di felicità, sul senso vero della vita, di una scelta definitiva. "Oggi non è facile parlare di vita eterna e di realtà eterne - ha affermato il Pontefice - perché la mentalità del nostro tempo ci dice che non esiste nulla di definitivo: tutto muta, e anche molto velocemente. 'Cambiare' è diventata, in molti casi, la parola d'ordine, l'esercizio più esaltante della libertà - ha aggiunto - e in questo modo anche voi giovani siete portati spesso a pensare che sia impossibile compiere scelte definitive, che impegnino per tutta la vita". "Ma è questo il modo giusto di usare la libertà?", si è domandato Benedetto XVI. "E' proprio vero che per essere felici dobbiamo accontentarci di piccole e fugaci gioie momentanee, le quali, una volta terminate, lasciano l'amarezza nel cuore? Cari giovani, non è questa la vera libertà - ha risposto Papa Ratzinger - la felicità non si raggiunge così. Ognuno di noi è creato non per compiere scelte provvisorie e revocabili, ma scelte definitive e irrevocabili, che danno senso pieno all'esistenza".
Parlando alle migliaia di ragazzi e ragazze, assiepati sotto una pioggia battente in Piazza San Carlo, il Papa ha indicato loro un testimone da imitare, un esempio di vita anche durante la scorsa GMG di Sydney, “un giovane della vostra Città: il beato Piergiorgio Frassati, di cui quest’anno ricorre il ventesimo anniversario della beatificazione”. “Cari giovani, - ha esortato - abbiate il coraggio di scegliere ciò che è essenziale nella vita! ‘Vivere e non vivacchiare’ ripeteva il beato Piergiorio Frassati. Come lui, scoprite che vale la pena di impegnarsi per Dio e con Dio, di rispondere alla sua chiamata nelle scelte fondamentali e in quelle quotidiane, anche quando costa!”. Partendo dal brano evangelico del Giovane ricco, il Papa ha ricordato che “Gesù indica qual è la ricchezza più grande della vita: l’amore”. E ha aggiunto: “Amore è il nome proprio di Dio”. “Oggi viviamo in un contesto culturale che non favorisce rapporti umani profondi e disinteressati, ma, al contrario, induce spesso a chiudersi in se stessi, all’individualismo, a lasciar prevalere l’egoismo che c’è nell’uomo. Ma il cuore di un giovane è per natura sensibile all’amore vero. Perciò mi rivolgo con grande fiducia a ciascuno di voi e vi dico: non è facile fare della vostra vita qualcosa di bello e di grande, è impegnativo, ma con Cristo tutto è possibile!”. Sono diverse le vie, secondo il Papa, verso l’amore di Dio: la confessione, l’Eucarestia, la lectio divina, “la lettura spirituale della Bibbia” e la carità. “Nello sguardo di Gesù che fissa con amore il giovane del Vangelo, cogliamo tutto il desiderio di Dio di stare con noi, di esserci vicino. Sì, cari giovani, Gesù vuole essere vostro amico, vostro fratello nella vita, il maestro che vi indica la via da percorrere per giungere alla felicità. Egli vi ama per quello che siete, nella vostra fragilità e debolezza, perché, toccati dal suo amore, possiate essere trasformati. Vivete questo incontro con l'amore di Cristo in un forte rapporto personale con Lui; vivetelo nella Chiesa, anzitutto nei Sacramenti”.
L’invito accorato ai giovani a non lasciare la Chiesa, si rinnova anche in questa occasione, in maniera forte e profonda. “Voi incontrerete questo amore e ne sperimenterete tutta la fecondità se con sincerità cercherete il Signore e se vivrete con impegno la vostra partecipazione alla vita della comunità cristiana. Ciascuno si senta “parte viva” della Chiesa, coinvolto nell’opera di evangelizzazione, senza paura, in uno spirito di sincera armonia con i fratelli nella fede e in comunione con i Pastori, uscendo da una tendenza individualista anche nel vivere la fede, per respirare a pieni polmoni la bellezza di far parte del grande mosaico della Chiesa di Cristo”. Prima di recarsi al Duomo di Torino, per venerare la Sindone, il Papa ha lasciato ai giovani l’icona che porta al “volto di Cristo”: proprio il Sacro telo che secondo la tradizione avvolse il corpo del Cristo. “La Sacra Sindone sia in modo del tutto particolare per voi un invito ad imprimere nel vostro spirito il volto dell’amore di Dio, per essere voi stessi, nei vostri ambienti, con i vostri coetanei, un’espressione credibile del volto di Cristo”.
"Santità, quante volte anche noi di fronte al male e alla sofferenza e alla morte - ha detto un rappresentante dei giovani al Papa prima del suo discorso - cadiamo nella crisi di una fede che pare non sappia rispondere alle nostre piccole grandi difficoltà. E, soprattutto, una fede che vorremmo a volte piu tangibile e sperimentabile. Viviamo cosi rincorrendo sempre nuove esperienze e cercando di avere tutto e subito senza riuscire a dare un senso alla nostra esistenza. Davanti alla Sindone però tutto puo rivedersi e ravvedersi perchè la vita di ognuno di noi ha la fortuna di, citando il nostro arcivescovo, specchiarsi davanti alla Sindone". "Santo Padre - ha concluso il giovane dinnanzi al Santo Padre a nome di tutta la gioventù della diocesi di Torino - crediamo che una delle maggiori sfide per noi giovani oggi, considerando la precarietà della nostra società, sia proprio l'impegno a costruire delle vite coerenti bene ancorate in questo mondo, ma altrettanto desiderose di tenere lo sguardo verso l'alto. Felici di condividere lo stesso cammino di fede, la salutiamo con affetto e le diciamo che è bello averla qui con noi, ma sappia anche che Torino, che i giovani sono con lei".

Apcom, Korazym.org

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