Giovane, tedesco, ratzingeriano. La nomina del delegato pontificio di padre Sylvester Heereman a nuovo vicario generale divide i Legionari di Cristo

Accusato per mesi di troppa prudenza nei confronti dei Legionari di Cristo dei quali, per volere del Papa, è delegato incaricato di guidarne la transizione, il card. Velasio de Paolis giovedì scorso ha affondato un colpo a suo modo storico, una scossa destinata a provocare un terremoto nella stessa Legione, soprattutto tra la vecchia guardia. E’ delle scorse ore, infatti, la decisione di nominare padre Sylvester Heereman, tedesco di 37 anni, nel posto di maggior potere all’interno del movimento che fu fondato da padre Marcial Maciel Degollado: nuovo vicario generale. Heereman prende il posto di padre Luís Garza Medina, lo scorso luglio “retrocesso” come direttore generale di Stati Uniti e Canada. Heereman non ha legami con la vecchia guardia, soprattutto con quello zoccolo duro della Legione ancora ben radicato in Messico. Non solo, è stato tra i primi a uscire allo scoperto, e cioè, saputa della seconda vita di padre Maciel, a chiedere pubblicamente che si facesse chiarezza e che si prendesse la strada della penitenza e della purificazione. Il segnale di De Paolis, dunque, un segnale arrivato non senza l’avallo di Benedetto XVI, è chiaro: la rotta è definitivamente cambiata. E chi conosce bene Heereman conferma, nella Legione nulla sarà più come prima. La nomina non è stata digerita da tutti. Infatti, a poche ore dall’annuncio di De Paolis, si è dimessa Malen Oriol, la leader della branca femminile dei Legionari. Con lei sono uscite anche una trentina di altre donne, tutte legate all’ex vicario generale Luís Garza. “Malen Oriol – si legge in una nota in inglese diffusa dai Legionari – l’assistente per la vita consacrata al direttore generale, ha inviato una lettera a tutte le donne consacrate con la quale annuncia di aver rassegnato le sue dimissioni al cardinale Velasio de Paolis. Nella sua lettera, ella menziona il fatto che alcune donne consacrate hanno domandato alla Santa Sede il permesso di vivere la loro consacrazione non come membro del movimento Regnum Christi ma sotto l’autorità di un vescovo. Al momento, Malen non ha chiarito se intende far parte di questo nuovo gruppo”. Si tratta solo dell’ultima defezione. Alcuni mesi fa anche Jesus Colina, direttore e fondatore dell’agenzia di stampa cattolica Zenit, legata ai Legionari, ha lasciato il proprio incarico in polemica con la Congregazione che controlla il consiglio di direzione della testata. Lo hanno seguito tutti i capiredattori. De Paolis ha sempre definito il proprio progetto “cambiamento nella continuità”, con l’accento sulla prima parola. Da cambiare, ha detto, sono “non poche cose”. Riguardano la libertà di coscienza, il ruolo dei confessori e direttori spirituali, le forme di controllo sulla vita quotidiana, e altro. Ma il punto su cui egli insiste di più è “il problema dell’esercizio dell’autorità all’interno della Legione”, compreso il modo con cui i superiori si rapportano tra loro. Un problema con oggi sostanzialmente risolto.

Paolo Rodari, Il Foglio

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