martedì 7 febbraio 2012

Simposio. Mc Glone: proteggere dagli abusi anche gli 'adulti vulnerabili'. Slattery e Geary: fornire ai minori la capacità di evitare i pericoli

Non solo minori: anche gli “adulti vulnerabili”, ossia “persone in condizioni fisiche, mentali od emotive, ovvero con una malattia per cui sono incapaci di difendersi, proteggersi o venire in aiuto a se stessi”, possono essere vittime di maltrattamenti e abusi sessuali. Tra questi pure gli anziani. Intervenuto oggi alla Pontificia Università Gregoriana di Roma (foto) al Simposio internazionale “Verso la guarigione e il rinnovamento”, Gerard Mc Glone, gesuita e psicoterapeuta, direttore esecutivo del Saint John Vianney Treatment Center di Downingtown (Pennsylvania), rende noto che “almeno il 10% della popolazione di adulti vulnerabili è soggetto ad abuso, ma solo un abuso su sei viene segnalato e denunciato”. “Quando la vittima è un adulto con ritardi di sviluppo – spiega Mc Glone -, il colpevole spesso è un assistente. Quando è una persona anziana, in genere l’autore è un membro della famiglia. È difficile trovare prove forensi” contro di loro. Di qui l’importanza di “parlare, ascoltare ed osservare gli adulti vulnerabili nelle nostre vite”, e di “fare molta attenzione ai minimi segni di paura” in loro. “Adulti vulnerabili” possono essere anche soggetti affetti “da disturbi della personalità borderline”. Di qui il monito dello psicoterapeuta: “Ogni volta che si incontrano difficoltà di questo tipo nel lavoro pastorale o nelle relazioni con i volontari, è meglio chiedere consiglio ad un professionista esterno”. Per proteggere i minori da molestie o aggressioni sessuali di tipo pedofilo occorre anzitutto promuovere “uno sviluppo sano della sessualità, evitando la vittimizzazione”, fornire “agli adolescenti più giovani la consapevolezza e la capacità di evitare i pericoli, educando al tempo stesso i giovani più adulti a riconoscere le trappole delle relazioni con adulti e la loro natura criminale”. Sono alcuni dei “consigli” offerti invece da Jan Slattery, direttrice Ufficio per la protezione dei minori dell’arcidiocesi di Chicago, e fratel Brendan Geary, provinciale dei maristi della provincia dell’Europa centro-occidentale. Secondo i due esperti, che hanno affrontato il tema “Internet e pornografia”, occorre “particolare attenzione ai giovani a maggior rischio, compresi quelli con storie di violenza sessuale, incertezze riguardo al loro orientamento sessuale e modelli di assunzione di rischi al di fuori della rete e sulla rete”. Cautela anche nell’utilizzo “generico” di Internet da parte di bambini e adolescenti: “Un uso troppo precoce della tecnologia e un ripetuto uso eccessivo della stessa potrebbero avere effetti negativi sullo sviluppo” del loro “sistema nervoso”.

SIR

Intervento di Jan Slattery e di fra Brendan Geary

Intervento del rev. Gerard J. McGlone
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