mercoledì 20 giugno 2012

Card. Tucci: il contributo di Joseph Ratzinger avrebbe reso il testo della Costituzione 'Gaudium et spes', già buono in se stesso, ancora migliore

"La 'Gaudium et spes' fu soprattutto oggetto di critiche, tra queste anche quella del giovane Joseph Ratzinger, per il suo eccesso di ottimismo verso il mondo. Puo spiegare il perchè?" chiede Filippo Rizzi al cardinale gesuita Roberto Tucci, che diresse La Civiltà Cattolica durante gli anni del Concilio Vaticano II. E l’ultima domanda dell’intervista, pubblicata oggi su Avvenire, che il giornalista ha fatto a colui che, tra l’altro, fece parte del comitato ristretto di teologi che si riuni ad Ariccia nel 1965 per elaborare un testo che poi (dopo ulteriori emendamenti) sarebbe stato la base della Costituzione "Gaudium et spes". "Quando lessi le critiche di molti teologi tedeschi per questo eccesso di ottimismo - penso in particolare a Karl Rahner e a Joseph Ratzinger - ho provato un grande rammarico perche sarebbe stato più giusto che il futuro Papa Benedetto XVI fosse lui al mio posto nel gruppo redazionale della 'Gaudium et spes'. Il suo contributo, io credo, avrebbe reso questo testo, già buono in se stesso ancora migliore", risponde il cardinale. "Credo - prosegue il gesuita - che l’apporto del giovane teologo bavarese, perito del card. Frings, avrebbe considerato meglio la teologia della Croce all’interno della Costituzione pastorale. Di qui credo nasca la critica dei teologi tedeschi verso un eccesso di ottimismo senza passare dal ministero della Croce".

L'Osservatore Romano


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