Il card. Mauro Piacenza, 'king-maker' delle nomine papali. Lontano dai riflettori dei media è molto ascoltato dal Papa e sempre più influente in Curia

Con la nomina del nuovo Patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, si conclude una lunga e complessa stagione di nomine pontificie iniziata oltre sei mesi fa con la “promozione” del card. Angelo Scola ad arcivescovo di Milano, passata per la nomina del nuovo presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica nella persona di mons. Domenico Calcagno e del nuovo prefetto della Prefettura degli Affari Economici Giuseppe Versaldi. Fino ad arrivare alla scelta dei nuovi 22 cardinali per il Concistoro che si terrà il prossimo 18 febbraio. Ma chi è il vero king maker di queste nomine? Chi l’eminenza grigia che ha collaborato con il Papa per queste scelte? Restano, come è ovvio, molto vicini a Benedetto XVI sia il Segretario di Stato, Tarcisio Bertone, sia il presidente della CEI, Angelo Bagnasco. Entrambi sono molto ascoltati dal pontefice ma la rivalità tra i due fa sì che alla fine finiscano per neutralizzarsi a vicenda. Emerge invece una terza figura, un altro cardinale che, lontano dai riflettori dei media, è molto ascoltato dal Papa e sempre più influente in Curia: il card. Mauro Piacenza (nella foto con Benedetto XVI), prefetto della Congregazione per il Clero. Genovese anche lui, anche lui come Bagnasco e come il neo patriarca di Venezia, allievo del card. Giuseppe Siri, Piacenza giunse a Roma da Genova nel 1990. Divenne braccio destro dell’allora segretario della Congregazione per il Clero, Crescenzio Sepe. Ma non è mai stato neppure sfiorato dalle polemiche che hanno travolto il card. Sepe quando divenne prefetto di Propaganda Fide. Piacenza ha percorso tutti i gradi del 'cursus honorum in Curia': presidente della Pontificia Commissione per i beni culturali della Chiesa, presidente della Commissione di Archeologia Sacra, segretario della Congregazione per il clero. Fino a diventare il 7 ottobre del 2010, prefetto della Congregazione per il clero e, a tempo di record, nominato cardinale il successivo 20 novembre. Riservato e inflessibile, Piacenza volle l’immediato allontanamento dalla Congregazione per il clero di mons. Tommaso Stenico, il sacerdote ripreso da una telecamera nascosta de La7 mentre sembrava volesse adescare un giovane (ma Stenico si è sempre difeso affermando che non era vero). Oggi Piacenza sembra destinato a giocare un ruolo sempre più incisivo in Curia e, probabilmente, anche nel futuro conclave.

Ignazio Ingrao, Panorama.it

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