mercoledì 11 gennaio 2012

Si prepara la prima udienza che il Papa concederà al presidente del Consiglio Mario Monti. La delegazione del premier e i probabili temi del colloquio

Con estrema attenzione al dettaglio, che in diplomazia è questione di sostanza, nel Palazzo Apostolico si prepara la prima udienza che il Papa concederà al presidente del Consiglio Mario Monti (foto), sabato alle 11.00. Se si escludono i viaggi urgenti a Bruxelles, Parigi e Berlino, l'incontro, una semplice 'udienza', sarà la prima trasferta estera di Monti, segno dell'attenzione che il premier tributa ai rapporti con la Santa Sede. Ed avrà la particolarità che il premier sarà accompagnato da due ministri: il ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant'Agata e il responsabile delle Politiche comunitarie Enzo Moavero Milanesi. Silvio Berlusconi nel 2008 fu accompagnato da Gianni Letta, Romano Prodi nel 2006 da Enrico Letta. Della delegazione di Monti, oltre che la consorte Elsa, faranno parte anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, il segretario generale Manlio Strano, il vicesegretario generale Federico Silvio Toniato, uomo dai solidi rapporti Oltretevere, oltre che il capo di gabinetto del ministro degli Esteri, Pasquale Terracciano, e l'ambasciatore italiano presso la Santa Sede Francesco Maria Greco. Non parteciperanno all'udienza i ministri identificati dall'opinione pubblica per essere cattolici 'doc'. E anche questo è un dettaglio significativo. Sebbene, infatti, non ci sia un'agenda né dell'incontro con il Papa né di quello successivo con il cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone, la stessa competenza dei due ministri fissa il perimetro degli argomenti che potrebbero entrare nei colloqui riservati. A partire dalla crisi economica, sulla quale Monti ha già fornito qualche breve informazione nel veloce e cordiale incontro avuto con il Papa all'aeroporto di Fiumicino il 18 novembre prima del viaggio di Benedetto XVI in Benin. Papa Ratzinger si informò della situazione economica e politica a inizio del mandato di Monti, ed è prevedibile che voglia conoscere l'evolversi della situazione europea e italiana dalla viva voce di un suo protagonista. Quanto ai ministri, se il titolare della Farnesina ha già avuto modo di confermare l'impegno del suo dicastero per la difesa dei cristiani perseguitati, e la Santa Sede è tanto più interessata dopo vicende come gli attacchi in Nigeria, Moavero è il responsabile dei rapporti con l'Unione europea, una realtà che interessa la Chiesa non da ultimo per l'indagine aperta mesi fa dalla Commissione Ue sull'esenzione dell'Ici agli immobili della Chiesa. Su questo tema, come sula questione della disciplina dell'otto per mille o su altre questioni delicate, ad ogni modo, è Monti in persona che tiene i fili dei rapporti con i vertici ecclesiastici. E starà alla discrezionalità del premier e dei suoi interlocutori affrontare o meno queste tematiche sabato prossimo. Difficile, per un governo principalmente impegnato in prima linea sul fronte della crisi economica, che la discussione verta su dossier pur cari al Vaticano sui quali, però, l'esecutivo si rimette all'iniziativa parlamentare, come le questioni della bioetica o dell'immigrazione.

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