venerdì 22 giugno 2012

Direttore dell’AIF: nuova legge vaticana antiriciclaggio fornisce un assetto istituzionale più puntuale e completo rispetto alle richieste di Moneyval

La nuova legge vaticana antiriciclaggio in vigore dallo scorso gennaio fornisce "un assetto istituzionale più puntuale e completo" rispetto alle richieste di Moneyval. È una notizia significativa se a parlare in questo modo delle nuove norme sulla trasparenza finanziaria, oggetto di dure polemiche negli ultimi sei mesi, è il direttore dell’AIF (Autorità di informazione finanziaria) Francesco De Pasquale. Cioè proprio uno dei protagonisti, insieme all’ex presidente dello Iot Ettore Gotti Tedeschi e al card. Attilio Nicora, delle osservazioni critiche su quelle norme. La legge vaticana n. 127 sulla trasparenza, redatta da Marcello Condemi negli ultimi mesi del 2010 ed entrata in vigore nell’aprile 2011, doveva subire alcune modifiche che la rendessero più aderente ai criteri internazionali per l’ingresso nella "white list". Queste modifiche, apportate in fretta in sole tre settimane, nel dicembre scorso, da un gruppo di lavoro a cui ha partecipato anche l’avvocato americano Jeffrey Lena, erano entrate in vigore per decreto il 25 gennaio di quest’anno. Il card. Nicora, presidente dell’AIF, insieme a Gotti Tedeschi e allo stesso De Pasquale ritenevano che in alcuni punti la nuova legge ridimensionasse eccessivamente i poteri dell’Autorità di vigilanza finanziaria e dunque che rappresentasse un passo indietro. È stata, questa, l’ultima battaglia combattuta dal presidente dello Ior prima della sfiducia che lo ha improvvisamente esonerato dall’incarico. Dalla Segreteria di Stato avevano sempre risposto che le nuove norme erano state in realtà introdotte in risposta a richieste e suggerimenti di Moneyval, il comitato di esperti del Consiglio d’Europa per la valutazione delle misure di lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, chiamati a esprimersi sul processo di adeguamento della Santa Sede alle norme internazionali. De Pasquale, che è intervenuto a un convegno organizzato dal centro Elea, ha spiegato che è "un nostro impegno quello di accettare le sfide" che provengono dall'applicazione delle norme e degli standard internazionali, che "continuamente si aggiornano" per contrastare le forme di riciclaggio. De Pasquale ha illustrato il percorso di trasparenza avviato dalla Santa Sede a partire dalla prima legge, quella del 2010, che istituiva l’Autorità di vigilanza finanziaria. "Si è iniziato ad essere operativi - ha detto il direttore dell’AIF - dal primo aprile 2011. Contestualmente la Santa sede ha dato la sua disponibilità ad essere assoggettata al Moneyval. In concomitanza della visita degli ispettori dell’organismo del Consiglio d’Europa è stata quindi ritenuta opportuna la modifica della legge in vigore con un decreto del 25 gennaio ratificato poi dalla legge del 24 aprile 2012 con cui è stato formato un assetto istituzionale più puntuale e completo di tutta la materia e sono state definite le relative funzioni". "La responsabilità politica e strategica - ha affermato ancora De Pasquale - è della Segreteria di Stato, alla Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano spettano gli accertamenti ispettivi, la Gendarmeria ha funzioni di law enforcement". "Le regole - ha concluso - non sono statiche, mutano, si aggiornano continuamente così come continuamente muta il modo in cui opera il crimine. Il nostro impegno è quello di accettare questa sfida. Un passaggio decisivo sarà rappresentato dall’ormai prossimo appuntamento di Strasburgo, il 4 luglio, quando la posizione vaticana sarà discussa. Il rapporto degli ispettori di Moneyval avrebbe assegnato alla Santa Sede una valutazione negativa in 8 dei 49 criteri standard in base ai quali viene valutata la trasparenza finanziaria di un Paese. Otto dei sedici punti giudicati cruciali sarebbero stati infatti giudicati partially compliant, "parzialmente aderenti", agli standard, o "no compliant" cioè "non aderenti" agli stessi standard. Ma come ha fatto notare nei giorni scorsi il Corriere della Sera, il punteggio complessivo assegnato al Vaticano dal rapporto ispettivo Moneyval rimane comunque al di sotto dei 10 punti negativi. La Santa Sede, dunque, potrebbe avercela fatta nel suo avvicinamento alla white list.

Andrea Tornielli, Vatican Insider
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