martedì 18 settembre 2012

Anno della fede. La vita di Joseph Ratzinger ha avuto una sola ispirazione, portarci a una fede limpida. Illumina un tempo che non ci vuole distratti

Ancora un po’ di tempo e inizierà l’Anno della fede: vorrei evitare in me l’atteggiamento di chi considera quest’appuntamento un’occasione edificante come le altre. Ripenso alla vita di Joseph Ratzinger, al clima della sua famiglia e alla fede forte e serena in cui è stato formato: da lì la decisione di farsi sacerdote. Penso al suo insegnamento come teologo stimatissimo dai suoi allievi: essi stessi ricordano come le sue lezioni sembravano preghiera. Poi il Concilio, vissuto con atteggiamento riformatore per presentare il contenuto della fede in modo comprensibile per l’uomo contemporaneo. Poi le lezioni all’università di Tubinga sul Credo (raccolte in un libro imperdibile: "Introduzione al cristianesimo") quando, dopo il Concilio, tentarono d’introdurre le categorie marxiste nel messaggio cristiano. Invece no: Joseph Ratzinger ribadì chiaramente che la fede viene da Dio e non dalla politica. Poi il lavoro presso la Congregazione per la Dottrina della fede, grazie al quale, fra l’altro, abbiamo il nuovo Catechismo. Poi le Encicliche (sull’amor di Dio, sulla speranza, sulla carità operativa e, la prossima, sulla fede), i libri bellissimi e profondissimi su Gesù (il terzo è in arrivo) e i discorsi da Pontefice. La vita di Joseph Ratzinger ha avuto una sola aspirazione: illustrarci la fede. Tutta la sua attività è una freccia che ha questo bersaglio: portarci a una fede limpida. Non posso avvicinarmi a quest’Anno della fede in modo distratto. Intanto ringrazio Dio di averci dato Joseph Ratzinger.

Pippo Corigliano. Tempi.it
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