Spadaro: il Papa su Twitter non è l'adeguarsi all'ultima novità del momento, al contrario è una delle conseguenze ovvie del modo in cui la Chiesa negli ultimi decenni ha inteso il suo rapporto con la comunicazione

Benedetto XVI sarà tra pochi giorni presente con continuità su internet attraverso Twitter. Il nuovo account del Papa viene presentato ufficialmente lunedì prossimo in sala stampa vaticana. "Il 3 dicembre 2012 si connette idealmente al 12 febbraio 1931, quando Pio XI lanciava il suo primo messaggio via radio, attraverso la Radio Vaticana", afferma a 'Radio Vaticana Antonio Spadaro, direttore di Civiltà cattolica. Il gesuita, pioniere in Italia della riflessione sul rapporto tra fede e internet, ha creato il blog Cyberteologia.it. "Non è l'adeguarsi all'ultima novità del momento. E', al contrario, una delle conseguenze ovvie del modo in cui la Chiesa negli ultimi decenni, almeno da Pio XI, ha inteso il suo rapporto con la comunicazione. Bisogna anche ricordare che, nel suo messaggio per la 46° Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, il Papa notava che 'sono da considerare con interesse le varie forme di siti e applicazioni' - parlava proprio di 'reti sociali' - 'che possono aiutare l'uomo di oggi a trovare spazi di silenzio, occasioni di preghiera, di meditazione, di condivisione della Parola di Dio'. E' chiaro che questo significa una presenza del cristiano su internet assolutamente specifica, quindi non 'per moda' o per il fatto che l'uomo oggi vive anche in rete". Nello stesso messaggio, il Papa, pur senza citare espressamente Twitter, scrive che 'nella essenzialità di brevi messaggi, spesso non più lunghi di un versetto biblico, (e qui il riferimento mi sembra evidente) si possono esprimere pensieri profondi se ciascuno non trascura di coltivare la propria interiorità'. Questa quindi - conclude Spadaro - è la chiave giusta di lettura, di interpretazione, coltivare la propria interiorità".

TMNews
 

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