lunedì 9 gennaio 2012

Il Papa in Messico e a Cuba. Lombardi: possa essere impulso di superamento di povertà e violenza, di speranza e pace per tutta l'America latina

Continua a suscitare grande interesse ed entusiasmo la notizia, rilanciata in questi giorni dagli episcopati locali, del viaggio apostolico di Benedetto XVI a Cuba e in Messico, previsto per fine marzo prossimo. Proprio sulla tappa messicana che aprirà il viaggio del Pontefice si è soffermato padre Federico Lombardi, portavoce della Sala Stampa della Santa Sede, nel suo editoriale per "Octava Dies", settimanale d'informazione del Centro Televisivo Vaticano. "Non c’è molto bisogno di attirare l’attenzione sulla tappa cubana - ha detto padre Lombardi - dal momento che il giubileo della Vergine della Caridad del Cobre si inserisce in una singolare situazione storica e politica della grande isola caraibica, mentre è giusto mettere a fuoco i molteplici motivi e il significato continentale della tappa messicana, non per nulla la prima del viaggio". Il Papa, celebrando il 12 dicembre in San Pietro la solennità di Nostra Signora di Guadalupe, ha indicato la propria volontà di partecipare al Bicentenario dell’indipendenza dei Paesi dell’America Latina e ha parlato con intensità del “cammino di integrazione” di questo “caro continente” e “del suo nuovo protagonismo emergente nel concerto mondiale”, quale orizzonte di una crescita pienamente umana e della 'missione continentale' di nuova evangelizzazione. Prosegue padre Lombardi: "Il Santo Padre ha scelto ora di recarsi nel più popoloso dei Paesi ispanici, per continuarvi la celebrazione, insieme ai rappresentanti degli episcopati latinoamericani, proprio in quel “Parco del Bicentenario” costruito recentemente nell’esatto centro geografico del Messico, ai piedi del Cubilete, dove sorge il Santuario nazionale di Cristo Re e da cui si abbraccia spiritualmente l’intero Paese". "Chi non rimane toccato dall’affetto dei messicani per il Papa? Dal loro entusiasmo quando vengono a trovarlo a Roma?" si chiede ancora il direttore di Radio Vaticana; risulta difficile, infatti, dimenticare l’accoglienza trionfale che la popolazione ha offerto a Giovanni Paolo II nei suoi cinque viaggi in vita, così come negli ultimi mesi alla sua reliquia, pellegrina nella loro terra. "Venti anni fa, stabilendo i rapporti diplomatici con la Santa Sede, il Paese ha riconosciuto la profonda anima cattolica del suo popolo", ha concluso il portavoce della Santa Sede: "Papa Benedetto sapeva di dover andare in Messico, e ha voluto scegliere una località in cui il suo Predecessore non aveva potuto recarsi, in modo da continuare e sviluppare la sua stessa missione". L'augurio, quindi, che questo viaggio "possa essere impulso di superamento della povertà e della violenza, di speranza e di pace per il Messico e per tutta l’America Latina".

Zenit

Padre Lombardi: il viaggio del Papa a Cuba e in Messico, chance di speranza per l'America Latina
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