Vian: nel guardare al panorama mondiale e agli ‘sviluppi gravi e preoccupanti’ della crisi il Papa ha unito al realismo la speranza

“Non di rado si rimprovera a Benedetto XVI scarsa attenzione e addirittura poca sensibilità agli scenari e ai problemi internazionali, ma nulla è più lontano dalla realtà e a mostrarlo una volta di più è il suo discorso al Corpo diplomatico”. Lo scrive Gian Maria Vian, direttore de L’Osservatore Romano, nell’editoriale dell’ultimo numero. “Nel guardare al panorama mondiale - prosegue il direttore del quotidiano della Santa Sede - e agli ‘sviluppi gravi e preoccupanti’ della crisi il Papa ha unito però al realismo la speranza”. Ricordando che “sempre bisogna tenere presente la dimensione morale, in economia come in bioetica: la vita umana e la libertà religiosa devono così essere rispettate e promosse, nel rifiuto fermo di ogni politica che miri a emarginare il ruolo della religione e del terrorismo motivato religiosamente”. Per Vian è, infine, “significativo” che Benedetto XVI “si sia detto fiero della visione cristiana dell’uomo - che ha ispirato i Padri costituenti della Germania e quanti hanno fondato l’Europa unita - e lieto di segnali incoraggianti nel campo della libertà religiosa in diversi Paesi, tra i quali ha citato l’Italia”. “Ripetendo che la Santa Sede è nel mondo per ricordare la realtà di Cristo. Che ha trasformato il destino dell’uomo dalla corruzione all’immortalità”, la conclusione dell’articolo.

SIR

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