lunedì 4 febbraio 2013

Il Papa riceve il nuovo Patriarca di Babilonia dei caldei Louis Raphaël I Sako, accompagnato dai membri del Sinodo della Chiesa Caldea che lo hanno eletto: i cristiani siano seme di riconciliazione e accoglienza

Il Papa ha ricevuto stamani il nuovo patriarca di Babilonia dei Caldei, Sua Beatitudine Louis Raphaël I Sako (foto), accompagnato dai membri del Sinodo dei vescovi della Chiesa Caldea che lo hanno eletto venerdì scorso a Roma. Un incontro pieno fraternità e speranza: il Papa ha accolto con grande affetto il nuovo patriarca caldeo attorniato dai membri del Sinodo. Dopo l’incontro, il patriarca ha presieduto nella Basilica Vaticana una Divina liturgia durante la quale si è svolta la celebrazione pubblica della "Ecclesiastica Communio" concessagli dal Papa. Il card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione delle Chiese Orientali, ha citato le due lettere che Benedetto XVI ha indirizzato a lui e al nuovo patriarca. In entrambe, il Papa “menziona la grazia del martirio, non solo come prezioso dono dei tempi passati, bensì come permanente dimensione della autenticità cristiana”. La prima visita in Iraq, “che ho recentemente compiuto – ha detto il card. Sandri - ha evocato proprio la croce gloriosa di Gesù. E la scelta del nuovo Patriarca Caldeo avvenuta al Celio, il colle di Roma dove i Padri Passionisti hanno piantato il vessillo del Crocifisso che è Risorto, l'ha simbolicamente confermata quale fonte di vita e risurrezione”. Il porporato ha quindi affidato il nuovo Patriarca “all'amore senza limiti di Colui che ha obbedito fino alla morte, all'amore che abbraccia cielo e terra ed abbatte ogni discordia perché sia profonda la pace”. “Imploriamo speciali grazie e benedizioni su di Lei – ha proseguito - perché come il Buon Pastore possa asciugare le molte lacrime del popolo iracheno, e poi consolare, incoraggiare, correggere, sempre pacificare fratelli e figli ed accompagnarli nella testimonianza”. Sandri ha auspicato che il nuovo patriarca possa “essere modello di sequela e segno di speranza” per tutti i battezzati, i quali – come ha detto il Papa - possono diventare, grazie all’Eucaristia, seme di "riconciliazione, vicendevole accoglienza e pace". Il porporato ha concluso il suo intervento con questo appello: “In Iraq e nel mondo intero i cristiani e quanti credono nel Dio Unico e Misericordioso fermino finalmente l'inimicizia e rendano sicura la via della universale fraternità”.

Radio Vaticana
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