I 'paletti' di Benedetto XVI sul Concistoro: solo lui ha deciso l’esclusione degli italiani, degli europei e dei curiali, mostrando di accogliere come fondate le osservazioni sul Concistoro di febbraio

Ieri il Papa ha annunciato un nuovo mini-Concistoro per la creazione, il prossimo 24 novembre, di sei cardinali. I paletti precisi su questo Concistoro, l’esclusione di qualsiasi italiano, l’esclusione di europei, l’esclusione di capi dicastero curiali, sono stati una decisione presa direttamente e personalmente dal Papa, che ha dato direttive in proposito alla Segreteria di Stato: i suoi principali collaboratori hanno ricevuto chiare istruzioni su ciò che Benedetto XVI voleva. Lui e solo lui ha deciso l’esclusione degli italiani, degli europei e dei curiali. E’ del tutto evidente che con questa lista di nuovi cardinali Benedetto XVI ha mostrato di accogliere come fondate le osservazioni critiche avanzate da alte personalità ecclesiastiche in relazione al Concistoro dello scorso febbraio, che è apparso sbilanciato in senso troppo curiale e troppo italiano. Anche se con ogni probabilità non c’era l’intenzione di creare un precedente, con l’esclusione di Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, dalla lista, il precedente di fatto si è creato. Da ieri è un dato di fatto e di cronaca che non deve considerarsi scontato né automatico neanche per un prefetto di Congregazione l’inserimento nella prima creazione cardinalizia possibile. Nel Concistoro di febbraio, su 22 cardinali, non c’erano nuovi porporati africani né latinoamericani residenziali. La norma non scritta che esclude dalla lista coloro che hanno il predecessore emerito ma ancora votante in caso di conclave è stata applicata in modo ferreo, permettendo così l’inclusione nel Concistoro non solo dei prefetti di Congregazione, ma anche dei presidenti di Pontifici Consigli, degli arcipreti delle Basiliche e dei patroni degli ordini cavallereschi, a scapito dei pastori delle Chiese locali. Balzava anche agli occhi il numero di nuovi porporati legati al Segretario di Stato Tarcisio Bertone. La lista annunciata ieri suona anche come un segnale alle varie “cordate” d’Oltretevere. Dopo il Concistoro del prossimo novembre (era dai tempi di Pio XI che non si facevano due creazioni cardinalizie nello stesso anno), anche se bisogna essere più che cauti in queste previsioni, appare difficile immaginare che un nuovo concistoro possa avvenire prima del novembre 2013, quando si potrebbe arrivare ad avere una dozzina di posti disponibili. A meno di non ipotizzare che il Papa intenda cambiare i ritmi, indicendone uno ogni sei mesi. Uno sguardo ai nomi dei porporati annunciati ieri mostra come alcune delle personalità che entreranno a far parte del collegio cardinalizio non possano certo essere classificate come di linea conservatrice. E questo attesta, come già alcune delle più recenti nomine curiali, quanto possano risultare fuorvianti certe letture univoche del Pontificato ratzingeriano.

Andrea Tornielli, Sacri Palazzi

Commenti