A Beirut massima allerta e sicurezza rafforzata. Ministro Interni: la situazione sotto controllo, il Libano è sicuro. Le misure per l'arrivo del Papa

Le forze di sicurezza libanesi sono in stato di massima allerta in vista dell'arrivo di Papa Benedetto XVI a Beirut. "La situazione è sotto controllo e il Libano è sicuro", ha assicurato il ministro degli Interni, Marwan Charbel, ammettando comunque che nel paese c'è "un'atmosfera pesante" a causa della crisi siriana e delle proteste contro il film 'blasfemo' sulla vita del profeta Maometto prodotto negli Stati Uniti. Come spiegano i media libanesi, per assicurare che il viaggio del Pontefice si svolga senza problemi, le autorità hanno predisposto un piano speciale di sicurezza, che coinvolge tutti gli apparati, statali e municipali. Migliaia di agenti sono schierati nella capitale. Le forze di sicurezza "opereranno in coordinamento con le agenzie private del Vaticano", ha spiegato Chabel, che ha anche parlato di un coordinamento con agenti dell'intelligence italiana, arrivati sul posto nei giorni scorsi. Il Papa atterrerà presso l'aeroporto internazionale Rafiq Hariri di Beirut e si sposterà verso il santuario di Nostra Signora di Harissa. Tutte le strade che dovrà attraversare sono state chiuse al traffico e alla sosta, così come, già dal 7 settembre, è stato interdetto il traffico aereo sopra al luogo in cui il Pontefice soggiornerà. E' stato inoltre adottato un provvedimento straordinario che revoca il permesso ai privati cittadini di portare armi in varie regioni del paese, fatta eccezione per le guardie del corpo di politici e religiosi. Gli sciiti di Hezbollah, principale forza della coalizione di governo libanese, hanno tappezzato l'aeroporto internazionale di Beirut e le vie limitrofe di striscioni che danno il benvenuto a Papa Benedetto XVI. "Hezbollah dà il benvenuto al Papa nella patria della coesistenza", si legge, in francese e in arabo, su alcuni degli striscioni.

Adnkronos/Aki

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