Lombardi: Benedetto XVI informato sulle violenze accadute a Tripoli. Tutto il viaggio è un messaggio di pace, presenza conta ancor più delle parole

Il Papa "è informato dai suoi collaboratori su quello che accade a Tripoli", "così come nei giorni passati è stato ben informato". Lo ha spiegato il direttore della Sala stampa vaticana, Federico Lombardi, rispondendo alle domande dei giornalisti presenti a Beirut in un briefing a conclusione della prima giornata del viaggio di Benedetto XVI in Libano. Oggi nella città di Tripoli, 70 km a nord di Beirut, scontri provocati dal film anti-islamico ''L'innocenza dei musulmani'' hanno provocato un morto e 25 feriti. Il gesuita ha sottolineato che, come emerso dalla conversazione avuta sull'aereo con un gruppo di cronisti, il Papa "sa bene" della situazione nella quale è venuto "e proprio per questa situazione ha detto di voler venire in qualità di messaggero di pace ed ha ribadito di non aver avuto alcuna intenzione di farsi fermare dalle incertezze. Ci sono situazioni di conflitto e di tensione - ha proseguito padre Lombardi - ma è esattamente per questo che il Papa ritiene di dover annunciare la pace e dire ai cristiani - come ha detto questa sera - di non avere paura". Sebbene non abbia fatto "commenti specifici" sulle violenze, "tutto il viaggio è un messaggio di pace in una situazione in cui c'è questa tensione e violenza". La ''presenza del Papa qui oggi sta molto nel solo fatto di esserci''. Per padre Lombardi, la ''forza del suo essere qui in questi giorni più che le pur importanti parole, è la presenza''. ''Un profeta non ha armi, non ha una politica'', ha aggiunto.

TMNews, Asca

Padre Lombardi: il messaggio del Papa è già la sua sola presenza qui in un momento difficile

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