Lombardi: il 29 settembre Gabriele e Sciarpelletti di fronte alla Corte di giustizia vaticana. Può esserci una conclusione del processo abbastanza rapida. Terminato il lavoro della Commissione cardinalizia

Riprenderà il 29 settembre prossimo, alle 9.30, in Vaticano il processo a carico di Paolo Gabriele, l’ex assistente di camera del Papa, giudicato per furto aggravato di documenti riservati, e del tecnico informatico Claudio Sciarpelletti, accusato di favoreggiamento. Stamani il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi (nella foto con Benedetto XVI), ha avuto un incontro con i giornalisti per delineare gli aspetti tecnico-giuridici di questa nuova fase del procedimento penale. In base al decreto di comparizione emesso il 17 settembre scorso i due imputati, ha spiegato padre Lombardi, compariranno di fronte alla Corte di giustizia vaticana, composta da tre giudici: Giuseppe Dalla Torre (presidente), Paolo Papanti Pellettier e Venerdando Marano (giudici). Promotore di giustizia è Nicola Picardi. L'ex maggiordomo del Papa, Paolo Gabriele, sarà assistito dall'avvocato Cristiana Arru, restata dopo il ritiro dell'avvocato Carlo Fusco, mentre l'altro indagato, Claudio Sciarpelletti, sarà assistito dall'avvocato Gianluca Benedetti. Gabriele e Sciarpelletti saranno in aula, a meno che non decidano di essere giudicati in contumacia, assistiti dai loro difensori, i quali, nel corso di questa fase dibattimentale, potranno chiedere l’interrogatorio di testimoni. Si tratta del primo momento in cui concretamente i magistrati giudicanti esamineranno la causa istruita dal giudice istruttore, prof Bonnet, alla presenza dei legali di parte e del promotore di giustizia, prof. Picardi. Per gli avvocati di Gabriele e Sciarpelletti ci sarà, inoltre, tempo fino al 26 settembre prossimo per presentare ulteriori prove. Alle udienze sarà ammesso un pool di otto giornalisti, che potrà riferire dei lavori processuali nel rispetto dell’embargo stabilito. Il presidente del tribunale vaticano "non può stabilire adesso il calendario delle udienze perché esso dipenderà dallo svolgimento del procedimento", ha detto il gesuita. "Può esserci una scandenza delle udienze abbastanza rapida e una conclusione del processo abbastanza rapida, ma se emergono nuove prove o vengono sollevate eccezioni o chieste perizie, allora può essereci una sospensione o un rinvio". Rispondendo alle domande dei cronisti, ad ogni modo, Lombardi ha precisato di non poter "prevedere se il processo si sovrapporrà o meno agli eventi di ottobre" previsti in Vaticano. Per quanto riguarda invece il lavoro della Commissione cardinalizia nominata dal Papa, ha detto infine il direttore della Sala Stampa vaticana, i porporati hanno svolto la loro istruttoria, parallelamente a quella legale e hanno consegnato il loro rapporto al Papa, per cui, per ora, il loro intervento può considerarsi concluso, a meno che il Pontefice non chieda ai cardinali un ulteriore intervento.

Radio Vaticana, TMNews

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