Che cos'è una Canonizzazione equipollente: quando il Papa estende precettivamente a tutta la Chiesa il culto di un servo di Dio non ancora canonizzato

Ieri Papa Benedetto XVI ha esteso alla Chiesa universale il culto liturgico in onore di Santa Ildegarda di Bingen (foto). Si tratta di un caso tipico di “Canonizzazione equipollente”. Ma cosa significa? Nella sua opera "De Servorum Dei beatificazione et de Beatorum canonizatione", Benedetto XIV ha formulato la dottrina sulla Canonizzazione equipollente: si ha quando il Papa estende precettivamente a tutta la Chiesa il culto di un servo di Dio non ancora canonizzato, mediante l’inserimento della sua festa, con Messa e ufficio, nel Calendario della Chiesa universale. In questo atto pontificio, scrive Fabijan Veraja nel suo libro "Le cause di Canonizzazione dei Santi" (Libreria Editrice Vaticana, 1992), Benedetto XIV ravvisa gli estremi di una vera Canonizzazione, cioè di una sentenza definitiva del Papa sulla santità del servo di Dio. Questa sentenza, però, non è espressa con la solita formula di Canonizzazione, ma mediante un decreto obbligante tutta la Chiesa a venerare quel servo di Dio con il culto riservato ai Santi canonizzati. Molti esempi di questa forma di Canonizzazione risalgono al Pontificato di Benedetto XIV; per esempio, i Santi Romualdo (canonizzato 439 anni dopo la sua morte), Norberto, Bruno, Pietro Nolasco, Raimondo Nonnato, Giovanni di Matha, Felice di Valois, la regina Margaret di Scozia, il re Stefano d'Ungheria, Venceslao duca di Boemia e Papa Gregorio VII.

L'Osservatore Romano

Ildegarda di Bingen fu anche scienziata e musicista. La scintilla di fuoco

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